Stampa
Categoria: Rete-ECO

 1 luglio 2016

I giorni 24, 25 e 26 giugno si è svolta una manifestazione internazionale di Cori in diversi centri della Val Pusteria (Brunico, Sesto, Dobbiaco, S. Lorenzo e altri centri), organizzata da un comitato organizzatore con sede a Roma e con la partecipazione delle Associazioni turistiche locali.

I Cori partecipanti avevano caratteristiche diverse: da quelli con repertorio popolare tradizionale, a cori con repertorio classico ( dal canto gregoriano alla musica religiosa e profana della letteratura musicale classica). Hanno partecipato 60 cori italiani, di molte Regioni, e cori da tutto il mondo: europei (Germania, Rep.Ceca, Slovacchia, Croazia, Finlandia, Austria, Slovenia). Dopo i 60 cori italiani, la nazione più rappresentata era Israele con 10 cori.

A parte l’interesse culturale della manifestazione, di notevole livello, mi interessa qui mettere in evidenza un aspetto politico molto appariscente, che i cori israeliani ed i loro numerosi sostenitori presenti, costituenti molto evidentemente una rappresentanza nazionale più che un gruppo artistico, hanno voluto dare. Nel concerto di un coro israeliano a cui ho assistito a S.Candido si è notato lo sventolio di alcune bandiere nazionali israeliane, mentre fino a quel momento nei concerti a cui avevo assistito nessun coro aveva mostrato bandiere nazionali. Io personalmente, ed un’altra persona del pubblico italiano presente, abbiamo avvicinato il portatore della bandiera con la stella di Davide, dicendogli molto educatamente che nessun altro coro si era sinora sognato di fare una cosa del genere in questa manifestazione artistica, e che facesse il piacere di ripiegare la bandiera. Siccome il personaggio (era circondato da un folto gruppo di connazionali) sembrava contrariato dalla mia richiesta, ho aggiunto che oltretutto la bandiera israeliana non è una bandiera rispettabile da sventolare. Mi ha chiesto il perché, con aria decisamente aggressiva: gli ho risposto semplicemente che la ragione è quel che succede in Israele, per cui semmai bisognerebbe nascondere quella bandiera tanto disonorata in Palestina. Dopo un attimo di incertezza, ha ripiegato la bandiera.

Ma la cosa non è finita lì. Il sabato pomeriggio c’è stata una sfilata di tutti i cori, e si è rivisto un folto gruppo di bandiere israeliane, ben presidiate dai coristi e dai loro sostenitori, questa volta in formazione compatta. Si è notato che avevano trovato alleati: diverse persone che assistevano alla sfilata sventolavano due bandierine tenute assieme: una tedesca ed una israeliana. Anche alcuni canadesi - tenevano in mano una bandierina israeliana insieme alla loro. Non così il coro USA: alla sfilata è comparsa una bandiera a Stelle e Strisce, ma assai lontana dalla Stella di Davide. Uno dei cori italiani, di Milano, ha sventolato una bandiera della Pace: mi è stato spiegato che era una decisione presa prima ancora di partire per la Val Pusteria, col proposito di togliere ogni carattere nazionalista alla manifestazione musicale, per sottolineare che l’arte è, per sua natura, universalista.