11.07.2016

Il giorno 4 luglio c.a. è avvenuta, nei locali della libreria Hoepli ed alla presenza di un folto pubblico, tra cui alcuni di voi, la presentazione del libro "Le Rose del Vento" di Widad Tamimi. I presentatori, oltre a Widad stessa, erano un giornalista del Corriere Della Sera e Moni Ovadia, il noto attore comico-umorista.

Widad Tamimi è una giovane scrittrice palestinese, nata e cresciuta in Italia, ora residente in Slovenia. Di lei  è già conosciuto in Italia “ Il Caffè delle Donne” ( Mondadori 2012). Scrive in un bell’italiano che si riconosce subito come lingua madre, e rivela studi ed approfondita cultura del nostro Paese, oltreche della Palestina.

 Lascio a più esperti di me una descrizione più dettagliata del libro, e scrivo questa lettera per segnalare come la presentazione fatta il 4/7/2012, presso la Libreria Hoepli a Milano, abbia tagliato corto sul libro a causa di un inopportuno e lungo intervento di Moni Ovadia, che, sdebitatosi dei suoi doveri di presentatore con una battuta delle sue, si è lanciato a descrivere come la condizione di profugo, che secondo lui “accomuna”  palestinesi ed ebrei ( !!), crei la condizione culturale migliore per levarsi di dosso ogni nazionalismo che limita mente e cuore. La colpa di tutto questo è dello spirito colonialista: il colonialismo di noi occidentali è all’origine di tutti i crimini, dalla Shoah al Naqba: chi è colpevole delle guerre e persecuzioni in Medio Oriente, delle quali non si vede la fine? Gli USA, l’Occidente ed i loro alleati: l’Arabia Saudita ed altri minori. Tutto vero: peccato che Ovadia abbia omesso completamente di nominare Israele come colpevole della cacciata dei Palestinesi dalla loro Terra, e della persecuzione che continua oggi, disperatamente. Da oltre 68 anni, una delle più crudeli e tecnologicamente progredite persecuzioni che si ricordino.

Questo intervento di Ovadia, che ha occupato quasi tutto il tempo disponibile, ha di fatto impedito la presentazione del libro, e tagliato corto anche alle domande del pubblico a cui Widad avrebbe risposto, secondo il programma ed il costume in simili occasioni.

I miei più cordiali saluti,

Giorgio Forti