Stampa
Categoria: Rete-ECO

Torino, 24 settembre 2016

Al Presidente del Consiglio
Al Ministro degli Esteri
All’Ambasciatore di Israele

 

Egregio Presidente del Consiglio
Egregio Ministro degli Esteri
Egregio Ambasciatore
Nelle prime ore del 21 settembre c. a. l’esercito israeliano ha compiuto un raid nella casa di Abdallah Abu Rahma, esponente del movimento non violento, a Bil’in, nella Cisgiordania occupata. Ben 60 soldati, con 4 jeep e due camion, hanno perquisito abitazioni civili a Bil’in, il villaggio che da anni manifesta ogni settimana contro il Muro illegale (secondo la sentenza della corte internazionale dell'ONU del 2004), che sequestra terra palestinese a beneficio della vicina colonia israeliana.

I figli e la moglie di Abdallah hanno avuto la casa perquisita, computer e loro componenti confiscati a chiaro scopo di intimidazione del loro padre e marito, che era impegnato in conferenze in Germania, Austria e Svizzera.

I palestinesi che difendono i diritti umani e civili, i rappresentanti della resistenza popolare non violenta contro l’occupazione militare israeliana e le colonie su terra palestinese, che costituiscono un perenne e grave pericolo, sono costantemente a rischio.

L’Unione Europea, di cui l’Italia fa parte, e il governo italiano non possono più tacere.

Chiediamo al governo italiano di adoperarsi con tutti i mezzi politici a disposizione per difendere la libertà, l’incolumità e la vita di Abdallah Abu Rahma e della sua famiglia.

Vi preghiamo di far sentire una voce forte e chiara contro questa ennesima prevaricazione.

               Dott. Paola Canarutto

   presidente di Rete-ECO (la Rete degli Ebrei contro l’Occupazione)