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Categoria: Rete-ECO

18 aprile 2018

    Leggendo l'articolo che Rivlin ha scritto per i settant'anni dello stato di Israele viene da chiedersi se vive sullo stesso nostro pianeta. Afferma nelle prime righe che viene realizzato “il sogno dell'indipendenza ebraica nella nostra patria”. Ma la patria degli ebrei italiani è l'Italia, degli ebrei francesi la Francia, e così via.

    Poi entra nel merito e osa parlare di “una democrazia vitale” e di una “società civile, forte e indipendente”. Bene, in Italia abbiamo una costituzione che stabilisce le regole della democrazia, i confini del nostro paese e la separazione fra stato e religione: queste sembrano essere le basi di un paese democratico, oltre naturalmente al fatto che i cittadini abbiano gli stessi diritti e gli stessi doveri. Oggi in Israele non vige ancora una costituzione che ne stabilisca, fra l’altro, confini certi; inoltre, i palestinesi residenti in Israele non hanno gli stessi diritti degli israeliani ebrei; l'occupazione della Cisgiordania con il regime militare e gli insediamenti da un lato e l'assedio a Gaza dall'altro mantengono Israele in uno stato perenne di guerra, con un clima di violenza interna ed esterna sempre in crescita. Forse per Rivlin questa situazione è normale in un paese democratico? Sappia però, e con lui tutti i governanti di Israele, che non può parlare a nome degli ebrei della diaspora: sempre di più è importante chiarire che la politica del governo di Israele non è quella di un paese democratico; infatti oggi , nel 2018, non è possibile considerare democratico un paese confessionale, che si proclama tale, e che discrimina i suoi cittadini su base etnica.

    Non possiamo negare le capacità scientifiche, tecniche e militari di Israele; non è però vero che sia un paese indipendente: quanto è finanziato e protetto dagli Stati Uniti? I suoi rapporti con gli Stati Uniti e con l'UE sono di reciproca interferenza condizionante al di fuori del controllo democratico. Quanto le sue ricerche sono finalizzate a rinforzare l'esercito e al controllo dei territori occupati? Oltretutto, non sappiamo chi siano i milioni di persone, oltre ai palestinesi, che “godranno” delle ricerche militari di Israele, finalizzate in gran parte al controllo dei popoli da parte dell'élite dei diversi paesi.

L'obiettivo dell’articolo di Rivlin è ringraziare gli alleati e chiedere che continuino ad appoggiare questo stato con cui collaborano così bene sul piano militare. “Israele non smetterà di battersi per la pace”. Continuando a fare insediamenti in Cisgiordania e massacrando Gaza? Dopo questa bellissima frase si esplicita che si continuerà a costruire barriere e “ad agire in modi diversi per garantire la sicurezza del nostro popolo”. Andando a bombardare altri paesi senza neanche dichiarare guerra?

    Forse lo stato di Israele di cui parla Rivlin si trova su Marte, non nel Medio Oriente della Terra.