6 maggio 2016

per vedere la situazione degli anni 1942-45 nel mandato britannico di Palestina bisogna vedere anche con gli occhi degli umani di allora: i palestinesi ( come i nepalesi, Gurka o Takurì, gli indiani, gli africani delle varie colonie inglesi) venivano arruolati nell'esercito britannico attratti dalla paga del soldato che spesso era per loro un modo di uscirre dalla fame e anche mandare un po' di soldi a casa. Per gli ebrei di Palestina, che erano immigrati,(alcuni, pochi, già figli di immigrati) europei, soprattutto dall'Europa orientale e dalla Germania, il problema dell'andare volontari contro  il nazifascismo poteva realizzarsi solo nell'esercito britannico, e la cosa veniva trattata a livello della dirigenza dell'Ishuv, diretto da Ben Gurion ed i suoi collaboratori. Le resistenza di Churchill ad accettarli come unità combattente autonoma che tu menzioni era dovuta al fatto che Ben Gurion ed i suoi avevano appoggi e simpatie nella società britannica a tutti i livelli, e Churchill non voleva una società autonoma nella società inglese, da buon nazionalista che era. Mentre i volontari palestinesi non avevano simili appoggi e protezioni, e la loro cultura era ben lontana da quella europea. I "volontari" palestinesi arabi ( molto più numerosi di quelli ebrei) erano comandati da ufficiali britannici, e non avevano, per la maggior parte, una visione politica generale di quel che stava accadendo. Gli ebrei di quella che si vuole oggi chiamare la "brigata ebraica" erano anche comandati da ufficiali inglesi, ma avevano anche loro ufficiali "inglesi" a livello dei gradi bassi tra gli ufficiali, e comunque costituivano un gruppo coeso.

20.3.2016

Una presa di posizione, che sottopongo alla vostra considerazione:

E' evidente, in tutto l'Occidente e non solo, la deriva verso regimi illiberali che sopprimono la libertà:  libera espressione di idee, giudizi etici e politici. La campagna contro il BDS ne è un esempio lampante, e bisogna opporvisi. Il BDS è uno strumento non violento di lotta politica e tutti hanno il diritto di proporlo e praticarlo. Il boycott, eventualmente proposto, contro la compagnia aerea israeliana El Al ne sarebbe un esempio tipico ( vedete il primo link): il personale di volo di una linea El Al fa propaganda  per la politica razzista di Israele.

Cari amici e compagni,

In occasione del 25 Aprile, voglio ricordarvi il comunicato ( in allegato) che la Rete Ebrei Contro l'Occupazione ha reso pubblico lo scorso 25 Aprile, e che è più attuale che mai quest'anno, in cui la situazione politica italiana è ulteriormente peggiorata, con serie minacce alla nostra Costituzione Repubblicana, con i ripetuti atti di vandalismo fascisti contro i ricordi dei nostri partigiani caduti, con la deriva sempre più pronunziata di Israele verso la realtà di uno stato razzista, dove la persecuzione contro chi non è ebreo e contro gli oppositori politici si fa sempre più dura e spietata.

9 mars 2016

La guerre menée par l’État d’Israël contre le peuple palestinien n’est ni raciale, ni religieuse, ni communautaire : c’est une guerre coloniale.