7 october 2015

Vice-President and High Representative Federica Mogherini                                

Dear Ms. Mogherini,

We are writing to urge the Commission to remain steadfast in its intention to publish a robust interpretative note to member states so that they will verify the accuracy of the label of origin applied to settlement goods by the Israeli exporters. There are several reasons:

Firstly, the label or origin applied by exporters in the past has sometimes been false.

il Manifesto, 14.10.2015

... che Israele chiama Monte del Tempio, insieme alla deprivazione di acqua imposta ai Palestinesi, sono i due strumenti che Israele sembra aver adottato per portare a termine l’impresa sionista di conquistare tutta la terra tra il Giordano ed il Mediterraneo al Popolo Ebraico, a cui la avrebbe promessa nientemeno che Dio, alcuni millenni orsono. Per stramba che sembri questa interpretazione della Bibbia, è quella adottata come base dagli Ebrei israeliani ( che costituiscono l’80% circa dei cittadini di Israele: il rimanente 20% è costituito da Palestinesi Arabi ed alcune altre etnie molto minoritarie) per affermare il loro proposito di creare lo Stato Ebraico per i soli ebrei: gli altri abitanti debbono andarsene, con le buone o con le cattive. Tale dottrina è dunque diventata dottrina politica, perseguita con costanza da oltre i 67 anni. La cosa più assurda è che tale dottrina politica è adottata e proclamata non solo dagli ebrei religiosi a tutti i livelli possibili di fondamentalismo e settarismo, ma anche dagli israeliani del tutto secolarizzati, molti dei quali nettamente atei, che evidentemente hanno machiavellicamente deciso che tutto ciò che giova alla Nazione Ebraica, (il Popolo di Israele variamente definito con criteri etnici e/o religiosi) può essere utilizzato per la causa della Nazione, il loro reale idolo-dio. In spregio dei diritti umani e della moderna cultura democratica.

Prima pagina, 13/09/2015

Centro di Iniziative per la Verità e la Giustizia, settembre 2015

 

Per Simona è diverso, lei ha vissuto gran parte della sua vita in Israele: “Finché sei bambino sei abbastanza protetto: noi siamo sempre i bravi e loro sono sempre i cattivi. [...] Io e mio marito abbiamo scelto di non stare li perché ogni giorno è un grande dolore. [...] Nè avevamo voglia di vedere nostra figlia educata in quel modo da scuole funzionali alla macchina di propaganda. Ogni tanto torniamo a trovare le nostre famiglie, ma non spesso, perché quando andiamo lì ci sentiamo sempre molto male”.

Jews for Justice for Palestianians, August 14th, 2015

Ali Saad Dawabsha and family

A charred and heat-warped photo of 18-month-old Ali Saad Dawabsha and his family.
The baby and father have now died; the mother is in intensive care. Photo by Rex Features

 

The Office of The Chief Rabbi
305 Ballards Lane
London N12 8GB34

 

Dear Chief Rabbi,

We welcome your unequivocal denunciation of the murder of Palestinian toddler, Ali Saad Dawabsha. We are sure that your condemnation is shared by the vast majority of British Jews too. Now we learn that Ali’s father has also died from 90% second degree burns.   It takes little imagination to realise what a painful and appalling death that must have been.