Centro di Iniziative per la Verità e la Giustizia, settembre 2015

 

Per Simona è diverso, lei ha vissuto gran parte della sua vita in Israele: “Finché sei bambino sei abbastanza protetto: noi siamo sempre i bravi e loro sono sempre i cattivi. [...] Io e mio marito abbiamo scelto di non stare li perché ogni giorno è un grande dolore. [...] Nè avevamo voglia di vedere nostra figlia educata in quel modo da scuole funzionali alla macchina di propaganda. Ogni tanto torniamo a trovare le nostre famiglie, ma non spesso, perché quando andiamo lì ci sentiamo sempre molto male”.

Prima pagina, 13/09/2015

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Dear Rebecca Vilkomerson,

 

We are a group of Italian Jews against the occupation of the Palestinian land by the State of Israel, and obviously against the Israeli policies related to this. We are active for the peaceful coexistence of Jews and Palestinians in the land between the Jordan river and the Mediterranean sea, which implies the same rights, freedom and independence for all people, whatever their ethnic origin and their religion. We created our association, Ebrei Contro l’Occupazione (Jews Against The Occupation) in 2001. We oppose, just as well, the mainstream stance of the Italian Jewish Communities: the most uncritical Jewish nationalism, which supports Israel whatever it does.

Jews for Justice for Palestianians, August 14th, 2015

Ali Saad Dawabsha and family

A charred and heat-warped photo of 18-month-old Ali Saad Dawabsha and his family.
The baby and father have now died; the mother is in intensive care. Photo by Rex Features

 

The Office of The Chief Rabbi
305 Ballards Lane
London N12 8GB34

 

Dear Chief Rabbi,

We welcome your unequivocal denunciation of the murder of Palestinian toddler, Ali Saad Dawabsha. We are sure that your condemnation is shared by the vast majority of British Jews too. Now we learn that Ali’s father has also died from 90% second degree burns.   It takes little imagination to realise what a painful and appalling death that must have been.

14 agosto 2015

 

A  papa Francesco, Casa Santa Marta, 00120 Città del Vaticano

 

Caro papa Francesco,

 

Siamo stati molto colpiti dalla notizia apparsa sul settimanale Famiglia Cristiana il 2 luglio 2015: in un articolo a firma di Luigi Grimaldi si affermava l’utilizzo di una bomba al neutrone nella guerra dello Yemen da parte di aerei con le insegne Saudite, ma di fatto “appartenenti ad Israele”, secondo l’autore dell’articolo. L’articolo era accompagnato da un video che (se autentico) rappresenterebbe l’esplosione di una bomba atomica, con il caratteristico “ fungo atomico”.