Haaretz, Apr. 5, 2016

 

“[...] There were two kinds of rooms, crowded ones with six women and one bathroom, or more spacious ones for two or three women. Clearly the Arab women got the less comfortable ones. There is no such thing as separate but equal, the situation produces discrimination. Nurses often did not separate their politics from their work,” says this nurse [....]

Haaretz, Jan. 4, 2017

The chatter that arose near the separation fence’s gate made it clear the farmers had come despite the rain. About 30 of them gathered inside the tin shack, and the lighted cigarettes roughly highlighted their faces in the dark. Youths and adults from a number of villages in the area had arrived by 4:45 in the morning. The gate in the fence that divides them from their land will open at six. They want to save a good spot at the front of the line. On a clear day, the line of workers is much longer.

Zeitun

Una guardia di sicurezza israeliana controlla i bagagli all’entrata di un ospedale di Tel Aviv. Tomer Appelbaum

Haaretz 14 aprile 2017.

Nessun’altra nazione al mondo perquisisce bagagli alla ricerca di cibi proibiti, eccetto forse l’Iran. La polizia del Passover chametz [il cibo pasquale] è una cosa israeliana più di Mobileye o di Amos Oz.

Ecco come si presenta lo stato ebraico, quello che tanti Israeliani vogliono preservare ad ogni costo: una guardia armata che controlla i bagagli all’ingresso dell’ospedale. Ma non sta cercando ordigni esplosivi. Questa è una settimana di festività e la guardia cerca qualcos’altro: cerca chametz, i cibi lievitati che sono proibiti per la Pasqua ebraica.

Zeitun

drone di elbit

Da: Al-Shabaka

09 Settembre 2016

In questo editoriale politico di Al-Shbaka Maren Mantovani e Jamal Juma analizzano alcuni sviluppi che il complesso militare industriale di Israele deve affrontare, con una particolare attenzione alla campagna contro Elbit Systems. L’editoriale analizza i momenti difficili che l’industria si trova di fronte, il mito della superiorità tecnologica di Israele, i cambiamenti locali e globali dell’industria e le alleanze emerse per opporsi alla militarizzazione ed alle tendenze sicuritarie nelle varie società. In base a questa analisi delineano indicazioni preziose ed identificano percorsi da seguire per il movimento globale di solidarietà con la Palestina.

Fare causa comune contro la militarizzazione

L’appello per un totale embargo militare verso Israele non si basa soltanto sulla richiesta palestinese di porre termine all’impunità di Israele e alla complicità di tutto il mondo con il suo regime di apartheid. Fa anche parte di una lotta globale contro le guerre e la repressione e contro la militarizzazione e gestione sicuritaria della società. C’è una crescente consapevolezza delle modalità attraverso cui le esportazioni israeliane militari e “per la sicurezza interna” contribuiscono a queste prassi con nuove tecnologie e metodologie sviluppate nel processo di occupazione militare, apartheid e pulizia etnica del popolo palestinese. A loro volta, la militarizzazione e la gestione sicuritaria contribuiscono a sostenere l’industria militare israeliana e le politiche contro i palestinesi.

Haaretz, Feb 11, 2016

Occupation is a temporary militarized situation, external to the state's sovereign borders. The characteristics of Israeli rule in most of the West Bank are the opposite: Control is civilian, permanent (according to the statements of Israel’s leaders), and internal to Israeli society and politics.