Il  Movimento di Donne Democratiche in Israele, che rappresenta migliaia di donne ebree ed arabe, esprime il proprio disappunto e rifiuto del riconoscimento annunciato dal presidente Trump di Gerusalemme come capitale di Israele. La decisione del presidente Trump è in contrasto con tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite contro l’occupazione israeliana dei territori palestinesi, compresa Gerusalemme Est. Noi siamo preoccupate che questo annuncio porti ad una rinnovata esplosione di violenze.

Ne “La più grande prigione al mondo”, lo storico israeliano ricostruisce i piani dietro l’occupazione militare della Cisgiordania, nulla di improvvisato o frutto di una colonizzazione civile messianico-religiosa, ma un progetto che ha le sue radici nell’establishment politico

Soldati israeliani a Hebron. foto Flash 90

Soldati israeliani a Hebron. foto Flash 90

 – The Electronic Intifada

Roma, 14 novembre 2017, Nena News – Secondo “La più grande prigione al mondo”, il nuovo libro dello storico israeliano Ilan Pappe, fin dal 1963 – quattro anni prima della guerra del 1967 – il governo israeliano stava progettando l’occupazione militare ed amministrativa della Cisgiordania.

4/10/2017

I mizrahi vogliono che lo stato israeliano apra i documenti secretati sulle adozioni e riconosca ufficialmente i suoi crimini contro gli ebrei di origini arabe

Protesta delle Pantere nere d'Israele, Tel Aviv maggio 1973. (Foto:(Moshe Milner/GPO)

Protesta delle Pantere nere d’Israele, Tel Aviv maggio 1973. (Foto:(Moshe Milner/GPO)

 –  al-Jazeera      

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Roma, 4 ottobre 2017, Nena NewsLa cultura arabo-ebraica nel mondo accademico israeliano. Quest’anno un nuovo corso di laurea – il primo del genere all’Università di Tel Aviv e alla Ben Gurion nel Neghev – insegnerà agli studenti più di 1.000 anni di lingua, letteratura, cultura e filosofia degli ebrei presenti nei paesi arabi. “E’ difficile comprendere che l’arabo è una lingua ebraica” ha detto ad al-Jazeera Almog Behar, un poeta israeliano di discendenza ebraica e uno dei promotori del programma.

Haaretz, Nov 30, 2017

 

The Israelis know. They know everything.

Zeitun

6 novembre 2017, Haaretz

L’assassinio dell’ex primo ministro nel 1995 non è la ragione principale per cui non è stato creato uno Stato palestinese – nonostante ciò che credeva Yasser Arafat.

Una delle assurde considerazioni che Yasser Arafat soleva fare – e che si possono ancora sentir dire oggi da alcuni dei suoi seguaci – era che, se Ygal Amir [estremista ebreo che uccise il primo ministro Rabin per aver firmato gli accordi di Oslo, ndtr.] non avesse assassinato il primo ministro Yitzhak Rabin nel 1995, il processo di Oslo sarebbe proseguito e sarebbe sfociato in una conclusione positiva: uno Stato palestinese accanto a Israele.