4/10/2017

I mizrahi vogliono che lo stato israeliano apra i documenti secretati sulle adozioni e riconosca ufficialmente i suoi crimini contro gli ebrei di origini arabe

Protesta delle Pantere nere d'Israele, Tel Aviv maggio 1973. (Foto:(Moshe Milner/GPO)

Protesta delle Pantere nere d’Israele, Tel Aviv maggio 1973. (Foto:(Moshe Milner/GPO)

 –  al-Jazeera      

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Roma, 4 ottobre 2017, Nena NewsLa cultura arabo-ebraica nel mondo accademico israeliano. Quest’anno un nuovo corso di laurea – il primo del genere all’Università di Tel Aviv e alla Ben Gurion nel Neghev – insegnerà agli studenti più di 1.000 anni di lingua, letteratura, cultura e filosofia degli ebrei presenti nei paesi arabi. “E’ difficile comprendere che l’arabo è una lingua ebraica” ha detto ad al-Jazeera Almog Behar, un poeta israeliano di discendenza ebraica e uno dei promotori del programma.

Zeitun

6 novembre 2017, Haaretz

L’assassinio dell’ex primo ministro nel 1995 non è la ragione principale per cui non è stato creato uno Stato palestinese – nonostante ciò che credeva Yasser Arafat.

Una delle assurde considerazioni che Yasser Arafat soleva fare – e che si possono ancora sentir dire oggi da alcuni dei suoi seguaci – era che, se Ygal Amir [estremista ebreo che uccise il primo ministro Rabin per aver firmato gli accordi di Oslo, ndtr.] non avesse assassinato il primo ministro Yitzhak Rabin nel 1995, il processo di Oslo sarebbe proseguito e sarebbe sfociato in una conclusione positiva: uno Stato palestinese accanto a Israele.

3/10/2017

I mizrahi vogliono che lo stato israeliano apra i documenti secretati sulle adozioni e riconosca ufficialmente i suoi crimini contro gli ebrei di origini arabe

Immigrati ebrei yemeniti in un campo nel 1949. (Fonte foto: Reuters)

Immigrati ebrei yemeniti in un campo nel 1949. (Fonte foto: Reuters)

 –  al-Jazeera

Roma, 3 ottobre 2017, Nena News – Tamar Maatuf, 90 anni, ha pianto quando si è ricordata di suo figlio che, afferma, le è stato rapito poche settimane dopo che l’aveva partorito. “Il mio cuore è spezzato. Ringrazio Dio per avermi donato dei figli, ma quello [perso] non lo dimenticherò mai” ha detto durante la protesta delle famiglie degli ebrei mizrahi, vittime del furto di bambini avvenuto in Israele negli anni ’50. Ha un cartello che recita: “Caro figlio, non ho rinunciato a te. Ti aspetto, mamma”.

Haaretz, Nov 12, 2017

The family of Mohammed Musa, who was shot to death by Israeli soldiers, in the village of Dir Ballut, November 9, 2017. Amira Hass

The soldiers (or soldier) who shot at Musa’s car are posted there in order to guard another illegal outpost, which is confidently developing into another neighborhood of the illegal settlement Halamish.

Zeitun

coloni che si apprestano a rubare le olive (da Operazione Colomba)

1 novembre 2017, Haaretz

Finché è ancora terra palestinese. Sanno che prima o poi potranno comprare a prezzo stracciato una villa con una fantastica vista su quella terra.

Cosa sarebbe successo se individui non identificati in Iran, Francia o Venezuela avessero aggredito commercianti ebrei e li avessero obbligati a chiudere i loro negozi? Quali scuse e manifestazioni di sconcerto i nostri diplomatici avrebbero chiesto all’Unione Europea, alle Nazioni Unite e chissà a chi altro? E con quanta esultanza vari ricercatori avrebbero tracciato un grafico dell’odio globale e sarebbero stati intervistati a lungo, con espressione seria, sulle inquietanti caratteristiche antisemite – così evocatrici di un oscuro passato – del privare ebrei dei loro mezzi di sostentamento e della distruzione delle loro proprietà?