May 1, 2015

Presentation by David Sheen
at the University of Southern Maine
in Portland, ME on March 12, 2015

Haaretz, 04.05.2015

 

The prosperous country stems from the unwitting dispossession of the indigenous people — unwitting but with its share of cruelty.

 

 

“I speak to you as one settler to another” is how I usually start my lectures to the converted, namely audiences who oppose the Israeli occupation (it’s my habit to tell listeners things they don’t want to hear). My audience members clear their throats, pause and giggle with embarrassment.

Haaretz, 04.05.15

 

the history of the Israeli-Palestinian conflict shows scarcely any anti-Arab Mizrahi characters. On the contrary, at key junctures it was actually Mizrahi leaders – who constituted a marginal minority – who labored to reduce the level of hostility toward Arabs. In his book “The Ethnic Cleansing of Palestine,” Ilan Pappé describes how Eliyahu Sasson – a member of David Ben-Gurion’s 12-man “Consultancy” in early 1948 – was the only one to oppose his policies. Sasson objected to the attack on the village of Al-Khasas in December 1947, calling it “barbaric,” and requested that the Haganah attack only “hostile” locations. All the other members, most of whom were of European origin, ignored him so eventually he stopped talking. It wasn’t the right time for Mizrahi Jews.

02 mag 2015

Ancora una volta,  scrive il più autotevole dei quotidiani dello Stato ebraico, Israele brilla durante un disastro a migliaia di miglia di distanza. Ma le persone in fondo alla costa sono un’altra cosa

Haaretz

(traduzione di Giorgia Grifoni – Nena News)

Roma, 1 maggio 2015, Nena News - Mentre il Nepal lotta per far fronte alle conseguenze del terribile terremoto di sabato scorso, con i paesi di tutto il mondo che inviano squadre di soccorso e offrono il loro sostegno finanziario e logistico, Israele ha ancora una volta dimostrato la sua impressionante capacità di mobilitarsi rapidamente e assistere le nazioni colpite dalla catastrofe.

04 mag 2015

Sabato in piazza HaBima il corteo dei pro-rifugiati accanto a quello degli abitanti dei quartieri sud della città, che invocano la deportazione degli “infiltrati” per mettere fine al degrado della zona

Foto, video e testo di Roberto Prinzi

Tel Aviv, 4 maggio 2015, Nena News – Duecento persone si sono radunate sabato sera a Tel Aviv nella centralissima piazza HaBima per protestare contro la politica “anti-infiltrati” del governo di destra israeliano che mira a deportare in paesi terzi i richiedenti asilo e gli immigrati presenti nello stato ebraico. Negli stati in cui saranno trasferiti, stabilisce il piano annunciato un mese fa dall’uscente ministro degli interni Gilad Erdan, ai migranti verrà riconosciuto pieno status legale. Secondo la bozza di legge chi non sarà d’accordo al trasferimento sarà imprigionato a tempo indeterminato.