8/3/2017

Il mattone fatto di ceneri sfida l’assedio e rispetta l’ambiente. Rialzarsi dalle macerie si può: nella Striscia ad insegnarlo sono giovani donne

Majd Masharawi

Majd Masharawi

Roma, 8 marzo 20147, Nena News – Tenacia e determinazione sono essenziali per raggiungere certi traguardi: lo sa bene Majd Masharawi, ventiduenne palestinese laureata in ingegneria civile presso l’Università Islamica di Gaza, decisa a dare un contributo alla ricostruzione di Gaza e ideatrice di un’alternativa al cemento che continua a scarseggiare nella Striscia sotto assedio.

24/3/2017

L’allarme lanciato dalla Ong con un rapporto evidenzia la gravità di una situazione che viene affrontata solo in parte dalla comunità internazionale

Gaza-acqua

Roma, 24 marzo 2017, Nena News – A quasi tre anni dall’offensiva israeliana “Margine Protettivo” che nel 2014 distrusse buona parte del sistema idrico e fognario di Gaza, il programma dalla comunità internazionale per la ricostruzione post-bellica non risponde ai bisogni dei quasi 2 milioni di abitanti della Striscia intrappolati in una delle zone più densamente popolate del mondo. E’ questa la denuncia dell’ong internazionale Oxfam che due giorni fa ha diffuso un suo rapporto: “Gaza senz’acqua”.

I gazawi sono stati abbandonati e sono stati lasciati nelle mani di Hamas che fa di loro cosa vuole. Questa politica sta trasformando Gaza lentamente, ma in modo costante, in un ricettacolo di estremisti, scrive l’analista Abdalhadi Alijla

Gaza

Gaza

  Open Democracy

Roma, 15 luglio 2016, Nena News – Mentre i Palestinesi ricordano il 68° anniversario della “catastrofe”, che comportò l’esodo forzato della popolazione indigena e la creazione dello Stato di Israele, una nuova Nakba sembra scatenarsi accanto a quella mai finita: quella derivante dalla frattura politica tra Hamas e Fatah.

17/3/2017

Quattordici anni fa, il 16 marzo del 2003, Rachel Corrie, attivista statunitense dell’Ism, veniva travolta e uccisa da un bulldozer israeliano. Per lei nessuna giustizia

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Roma, 17 marzo 2017, Nena News – “Sono a Rafah. Una città di 140mila persone, il 60% delle quali sono profughi – molti già due o tre volte. Al momento, l’esercito israeliano sta costruendo un muro alto dodici metri tra Rafah e il confine. 602 case sono state completamente rase al suolo dai bulldozer e il numero di quelle parzialmente distrutte è ancora più alto. […] La presenza di noi volontari internazionali oscilla tra le cinque e le sei persone. C’è la richiesta di una presenza notturna costante per fare la guardia a un pozzo nella periferia di Rafah, visto che i due pozzi più grandi sono stati distrutti la settimana scorsa”, scriveva nel suo diario* Rachel Corrie nel febbraio del 2003, a due settimane dal suo arrivo in Palestina.

al Jazeera, 11 april 2017

The new pay cuts, targeting employees of the Palestinian Authority in Gaza, will increase the hardships for many in the strip [Ezz Zanoun]

Dadeh, along with many other PA workers, are under threat of losing their homes if they fail to pay rent. He must also look for new creditors to help him cover his medical costs for his wife, who suffers from diabetes. For now, all he can do is protest.