Zeitun


Funzionari dell'ANP prendono il controllo della parte palestinese del varco di Erez a Gaza(AP Photo/Adel Hana)

7 novembre 2017, Haaretz

Gli israeliani si rifiutano di capire che Gaza è una gigantesca prigione e che noi siamo i carcerieri.

Ho visto gazawi felici. Un giornalista di Kan, l’emittente pubblica israeliana, alcuni giorni fa è andato al checkpoint di Erez, ha sbattuto un microfono e una telecamera in faccia agli abitanti della Striscia di Gaza e li ha stimolati a sospirare di sollievo. Fantastico! Il posto di controllo di Hamas dal lato di Gaza è stato tolto e il barbuto personale di sicurezza non ci ha interrogati.

Haaretz, Nov 9, 2017

 

Back in May, Israeli Liaison Office officials told the Palestinian civil affairs committee in Gaza that aside from urgent cases, the processing time for exit-permit applications would grow from 24 working days to between 50 and 70 (regardless of whether the answer was positive or negative). Working days don’t include Fridays, Saturdays or Jewish holidays. This was another step in a trend toward greater restrictions on Gazans’ freedom of movement that first became evident in late 2015.

Zeitun

4 ottobre 2017, Haaretz

Israele ha molte ragioni per opporsi ai colloqui tra Hamas e l’Autorità Nazionale Palestinese, ma il disastro umanitario ed ambientale di Gaza gli fornisce ragioni per appoggiarli.

Martedì Israele non ha cercato di impedire che importanti funzionari dell’Autorità Nazionale Palestinese entrassero nella Striscia di Gaza, viaggiando su auto che portavano targhe palestinesi. Se fossimo stati cinici avremmo detto che Israele ha deciso di non impedire questa mossa – che compromette la sua strategia a lungo termine, che risale al 1991, di isolare la popolazione di Gaza da quella della Cisgiordania – perché è un film già visto.

Haaretz, Nov 10, 2017

Palestinians filling bottles and jerricans with drinking water at Al-Shati refugee camp in the southern Gaza Strip, on March 22, 2017. HOSAM SALEM / NurPhoto

 

Even IDF Major General Yoav Mordechai, co-ordinator of Israel’s activities in the Occupied Territories through COGAT, urges Gaza’s economic development. One needn’t be a humanitarian to see that, while Israel is emphatically not secured by the immiseration of Gazans, it may be imperiled by their despair.

21/7/2017

In due puntate proponiamo la tavola rotonda del think tank palestinese al-Shabaka sui cambiamenti politici in corso intorno alla Striscia. Si parte oggi con l’analisi di Haidar Eid sulle misure prese dall’Anp e la risposta di Hamas

Il leader di Hamas Haniyeh insieme all’ex emiro del Qatar Sheikh Hamad Bin Khalifa Al-Thani

Il leader di Hamas Haniyeh insieme all’ex emiro del Qatar Sheikh Hamad Bin Khalifa Al-Thani

di Al Shabaka

Gaza, 21 luglio 2017, Nena News – Gli attori politici sia dei Territori Occupati Palestinesi che della regione si stanno riposizionando dopo la recente emersione dell’asse tra Hamas e Mohammed Dahlan, l’ex capo di Fatah a Gaza e nemico di lungo corso di Hamas, e dopo le sanzioni contro il Qatar imposte da Arabia Saudita, Emirati Arabi, Bahrain e Egitto.