Associazione di Amicizia Italo-Palestinese, 02 Ottobre 2017

Sondaggio: la maggioranza dei cittadini palestinesi vuole le dimissioni di Abbas

BETLEMME (Ma'an) - Un recente sondaggio condotto dal Centro Palestinese per la Ricerca Politica (PSR) nella Cisgiordania e nell'assediata Striscia di Gaza ha rivelato che una stragrande maggioranza ha perso la fiducia nel presidente palestinese Mahmoud Abbas, con due terzi dei partecipanti al sondaggio che chiedono le sue dimissioni.

Ma'an News, 22.09.2017

http://www.maannews.com/Content.aspx?id=779160

"L'Autorità Palestinese è ormai diventata un fardello per il popolo palestinese"

Il sondaggio, condotto tra il 14 e il 16 settembre e pubblicato martedì, ha rivelato che la maggioranza della popolazione della Cisgiordania e di Gaza è preoccupata per il futuro delle libertà civili nei territori, mentre aumentano gli arresti di giornalisti e attivisti che si esprimono contro Abbas e l'Autorità palestinese (PA) in virtù della nuova legge sui "crimini informatici" voluta da Abbas e descritta da alcune associazioni di diritti civili come "draconiana" e "la legge peggiore nella storia dell'Autorità Palestinese (AP)".

Secondo i risultati dello studio, "una grande maggioranza crede che i palestinesi non possano criticare la AP senza timori. Infatti, la metà del pubblico crede che l'AP sia ormai diventata un fardello per il popolo palestinese ". Il centro PSR aggiunge che queste paure "potrebbero essere responsabili dell'aumento delle richieste di dimissioni del presidente Abbas".

Le cifre del sondaggio affermano che il 67 per cento del pubblico vuole che Abbas si dimetta, mentre il 27 per cento vuole che rimanga in carica. Per confronto, tre mesi prima il 62 per cento dichiarava di volere le dimissioni di Abbas.

Viene sottolineato che le richieste di dimissioni di Abbas sono al 60 per cento nella Cisgiordania, amministrata dalla AP, e all'80 per cento nella Striscia di Gaza, controllata da Hamas. Tre mesi fa le cifre erano il 55 per cento nella Cisgiordania e il 75 per cento nella Striscia di Gaza.

Secondo i propri risultati, il centro PSR ritiene che se le elezioni presidenziali si tenessero oggi in Cisgiordania e Gaza, il leader di Hamas Ismail Haniyeh vincerebbe contro Abbas, osservando tuttavia che il movimento Fatah rimane ancora più popolare di Hamas in Cisgiordania.

Nel frattempo, l'ottimismo sul successo della riconciliazione nazionale fra Fatah e Hamas è al 31 per cento, mentre il 61 per cento dei partecipanti al sondaggio ha espresso pessimismo verso la prospettiva. Tre mesi fa l'ottimismo era al 27 per cento e il pessimismo al 64 per cento.

 'Mancanza di fiducia nella diplomazia' e poca speranza nella soluzione a due stati

Per quanto riguarda il processo di pace israeliano-palestinese, il 74 per cento dei palestinesi crede che l'amministrazione statunitense sotto Donald Trump "non sia seria nei suoi sforzi" per raggiungere un accordo di pace, mentre l'83 per cento del pubblico crede che se i negoziati riprenderanno sotto la sponsorizzazione statunitense, l'Amministrazione di Trump sarà polarizzata a favore di Israele.

Inoltre, il 57% dei palestinesi, secondo il sondaggio, pensa che la soluzione a due stati non sia più praticabile a causa dell'espansione crescente di insediamenti israeliani, mentre una minoranza del 40% pensa che sia ancora fattibile.

Allo stesso modo, il 70% pensa che le possibilità di creazione di uno Stato palestinese indipendente a fianco dello Stato di Israele nei prossimi cinque anni siano "da misere a inesistenti", mentre il 28% pensa che le probabilità siano medie o alte; secondo il centro questi risultati possono segnalare una "mancanza di fiducia nella diplomazia".

L'occupazione israeliana rimane il primo problema da affrontare per i palestinesi

Nonostante una crescente diffidenza nella diplomazia e le paure di una crescente repressione contro la libertà di espressione da parte della leadership palestinese, il sondaggio evidenzia che i principali problemi incontrati oggi dai palestinesi, secondo l'opinione pubblica, siano dovuti all'occupazione israeliana della Cisgiordania e di Gerusalemme Est, e al blocco decennale della Striscia di Gaza.

Il quaranta per cento dei partecipanti al sondaggio ritiene "gli obiettivi palestinesi più vitali" dovrebbero essere la fine dell'occupazione israeliana nel territorio palestinese occupato nel 1967 e la costruzione uno Stato palestinese nella Cisgiordania e nella Striscia di Gaza con Gerusalemme Est come capitale.

Nel frattempo, il 33% ha dichiarato che il primo obiettivo dovrebbe essere quello di ottenere il diritto al ritorno per i profughi palestinesi nei loro villaggi all'interno di Israele da cui fuggirono nel 1948.

Secondo il centro, il problema più grave affrontato oggi dalla società palestinese è la povertà e la disoccupazione agli occhi del 26 per cento del pubblico; il 25% crede che sia la diffusione della corruzione nelle istituzioni pubbliche; Il 23 per cento dice che è la continuazione delle attività di occupazione e di insediamento; Il 20 per cento dice che è l'assedio della Striscia di Gaza e la chiusura delle sue frontiere.

 

Traduzione di Giacomo Graziani per l'Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus, Firenze

 

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