18 mar 2015

Con la vittoria del Likud alle parlamentarie israeliane, la dirigenza palestinese dovrà organizzare al meglio le sue prossime mosse diplomatiche. Se, di fronte alla comunità internazionale, Ramallah può permettersi di denunciare Israele all’Aja, interrompere la sicurezza con Tel Aviv potrebbe rivelarsi un rischio troppo grande

Roma, 18 marzo 2015, Nena News - Se Benjamin Netanyahu, trionfatore a sorpresa delle elezioni parlamentari di ieri, se la ride, altri non se la passano così bene. Non si tratta solo della popolazione palestinese, che ieri si è vista sbandierare pubblicamente dal premier israeliano la verità che tutti, da Jenin a Gaza, ormai conoscono da decenni: uno stato palestinese non vedrà mai la luce finché al potere ci sarà il Likud. Dopo la vittoria della destra ormai apertamente estrema alla Knesset, è soprattutto la leadership palestinese a pagare un prezzo alto: le sue prossime mosse, infatti, saranno più determinanti che mai nel confronto con la potenza occupante. O perlomeno nei confronti della comunità internazionale.

11 mar 2015

Non si prevede che il presidente palestinese metta in pratica la decisione. Nei giorni scorsi la polizia politica dell’Anp ha compiuto dozzine di arresti di attivisti e simpatizzanti di Hamas in Cisgiordania

 – Haaretz

(traduzione di Amedeo Rossi)

Ramallah, 11 marzo 2015, Nena News – Giovedì notte (della scorsa settimana, ndt), il Comitato Centrale dell’OLP ha deciso di sospendere il coordinamento in materia di sicurezza con Israele. Comunque non si prevede che il presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), come massima carica del Comitato Esecutivo dell’OLP, metterà in pratica questa decisione molto presto. Dopo due giorni di discussione, il comitato ha optato per una sospensione del coordinamento in materia di sicurezza a causa di quello che ha definito “il sistematico e continuo mancato rispetto da parte di Israele dei suoi obblighi in base agli accordi firmati, comprese le sue incursioni quotidiane all’interno dello Stato palestinese.”

06 mar 2015

Ieri votata la risoluzione che interrompe la coordinazione tra le due autorità “fino a quando Israele non rispetterà il diritto internazionale”. Tel Aviv e Abbas non commentano. Resta da vedere se la decisione, spesso paventata, stavolta sarà rispettata.

Polizia palestinese a Ramallah (Foto: AP Photo/Muhammed Muheisen)

Gerusalemme, 6 marzo 2015, Nena News – Stop al coordinamento alla sicurezza con Israele. Lo ha deciso ieri il Consiglio Centrale dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, nel corso del suo 27esimo meeting. La risoluzione votata ieri sospende uno degli aspetti più criticati da parte palestinese degli Accordi di Oslo del 1994: la coordinazione alle attività di sicurezza con le autorità israeliane, che negli anni ha spinto buona parte del popolo palestinese e della società civile a tacciare l’Autorità Nazionale di collaborazionismo con l’occupante.

12 mar 2015

In aumento gli arresti in Cisgiordania degli studenti di orientamento islamista e dei partiti di sinistra. Gli ufficiali della sicurezza sottolineano l’importanza di eliminare le cellule armate ma gli arrestati sostengono che raramente gli interrogatori riguardano la sicurezza.

 – MEE

(traduzione di Amedeo Rossi)

L’università di Birzeit, nella periferia di Ramallah, ha la fama di essere una delle migliori università palestinesi. E’ un elegante complesso in pietra bianca che, sotto i raggi del sole, sembra nuovo di zecca, è costantemente affollato da gruppi di studenti che chiacchierano, radunati attorno a gazebo politici, o che corrono da una classe e all’altra. Il mese scorso, tuttavia, l’area universitaria è diventata una prigione per sei studenti. Per circa tre mesi vi si sono accampati, hanno mangiato nel bar, studiato nella biblioteca e dormito in un piccolo ripostiglio. Per protesta e per paura, si sono rifiutati di uscire dal campus finché la loro sicurezza non fosse stata garantita.