10/5/2017

Per Trump la pace significa sicurezza per Israele e stabilità politica. Per la leadership non eletta e non rappresentativa dell’Anp, il rafforzamento dei propri interessi economici e politici

Il presidente palestinese Abu Mazen (sinistra) e quello statunitense Trump

Il presidente palestinese Abu Mazen (sinistra) e quello statunitense Trump

Middle East Eye

Ramallah, 10 maggio 2017, Nena News – Nelle dichiarazioni di apertura della conferenza stampa con Mahmoud Abbas, Donald Trump ha lodato il presidente palestinese per aver coraggiosamente firmato la Dichiarazione di Principi (Dop) – il nome ufficiale degli Accordi di Oslo – nel giardino della Casa Bianca 24 anni fa.

3/5/2017

The movement’s new policy document could set it on the same disastrous path pursued by the PLO 

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Rai al Youm 

Meshaal’s explanation of Hamas’ new programme resembled in many ways the explanations that Arafat gave for the Ten Points and the Independence Document all those years ago. Now as then, it was stressed that there was no question of relinquishing any inch of Palestinian soil, nor the right of return or armed struggle (which was referred to obliquely in the Hamas document under the rubric of ‘all means of resistance’).

2/5/2017

Nel documento il movimento islamico ritiene la “creazione di uno Stato palestinese interamente sovrano e indipendente nelle frontiere del 4 giugno 1967 con Gerusalemme capitale” come “una formula di consenso nazionale”. Linguaggio più morbido rispetto al testo del 1988 ma non c’è il riconoscimento di Israele

statutoHamas

Gerusalemme, 2 maggio 2017, Nena NewsHamas non riconosce Israele ma accetta la creazione di uno Stato palestinese in Cisgiordania e Gaza, con capitale Gerusalemme. E’ questa una delle modifiche principali apportate, e annunciate ieri sera, al testo dello Statuto del movimento islamico fondato trent’anni fa, all’inizio della prima Intifada, per combattere Israele e reislamizzare la società palestinese.

Zeitun


Palestinese tiene un cartello in occasione di una manifestazione alla porta di Damasco nell'anniversario della Naksa. Foto di Mahfouz Abu Turk

Al-Shabaka

Guardando al passato

Alla vigilia del 5 giugno 1967 i palestinesi erano dispersi tra Israele, la Cisgiordania (inclusa Gerusalemme est) governata dalla Giordania, la Striscia di Gaza amministrata dall’Egitto e le comunità di rifugiati in Giordania, Siria, Libano e altri Paesi più lontani.

Zeitun

Al Shabaka

– 30 maggio 2017

Benché la comunità internazionale abbia accolto la soluzione dei due Stati fin dall’inizio degli anni ’90, è diventato evidente che la frammentazione del popolo e del territorio palestinesi da parte di Israele durante gli scorsi 50 anni è intesa a rendere impossibile uno Stato palestinese sovrano.