23 aprile 2017 Haaretz

 

Gli oltre 1000 prigionieri palestinesi in sciopero della fame sono parte di una lotta nazionale per la libertà, qualcosa che dovrebbe apparire ammirevole persino agli israeliani.

 

La loro più giustificata protesta sociale non preoccupa nessuno. Viene condotta una spregevole campagna di incitamento contro di essa, orchestrata dal governo con la genuflessa collaborazione dei media asserviti. La più giustificata protesta sociale in Israele viene presentata come un pericolo ed una minaccia alla sicurezza.

Haaretz, Apr 26, 2017

 

The measures are described as punishment of the Hamas government in Gaza for turning down Abbas’ initiatives to restore PA control in the Strip.

13/3/2017

Decine di persone sono scese in piazza ieri per protestare contro il processo aperto a cinque persone collegate all’attivista Basel al-Araj, ucciso la scorsa settimana dall’esercito dello stato ebraico. Stanotte, intanto, la polizia israeliana ha sparato e ammazzato un palestinese nella Città Vecchia di Gerusalemme. Israele: “Aveva accoltellato due nostri agenti”

Forze di sicurezza dell'Autorità Palestinese (Foto: Reuters)

Forze di sicurezza dell’Autorità Palestinese (Foto: Reuters)

Roma, 13 marzo 2017, Nena News – E’ stato un pomeriggio carico di tensioni quello vissuto ieri nei Territori occupati palestinesi: scontri violenti sono divampati tra manifestanti e forze di sicurezza dell’Autorità palestinese (Ap) a Ramallah e nei pressi del campo rifugiati di Duheisha (vicino Betlemme).

14/3/2017

La principale forza della sinistra palestinese non si presenterà alle elezioni di maggio in seguito alla “violenta repressione” delle manifestazioni di domenica da parte di Ramallah

La parlamentare Khalida Jarrar del Fronte popolare per la Liberazione della Palestina

La parlamentare Khalida Jarrar del Fronte popolare per la Liberazione della Palestina

Roma, 14 marzo 2017, Nena News – La repressione delle manifestazioni di protesta di domenica a Ramallah (prima) e nel campo rifugiati di Duheishe (dopo) compiuta dall’Autorità Palestinese (Ap) ha avuto una prima conseguenza politica: il Fronte popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) ha sospeso ieri la sua partecipazione alle elezioni locali in programma il prossimo 13 maggio. A riferirlo è stata la parlamentare Khalida Jarrar. Il “no” della principale forza della sinistra palestinese, ha spiegato Jarrar, è figlio delle misure “repressive” dell’Ap contro i membri della famiglia e sostenitori di Basel al-Araj, l’attivista e intellettuale palestinese ucciso il 6 marzo nel corso di un conflitto a fuoco con l’esercito israeliano.

 14/3/2017

Le due parti non si riconosceranno mai ma il movimento islamico intanto segnala di poter accettare “temporaneamente” uno Stato palestinese solo nei territori occupati del 1967 e Israele torna proporre un’isola artificiale davanti alle coste di Gaza con un porto e un impianto di desalinizzazione

 – Il Manifesto

Gerusalemme, 14 marzo 2017, Nena NewsIsraele ed Hamas possono arrivare, senza riconoscersi, a uno stato di non belligeranza a tempo indeterminato? I dubbi sono molti. Le due parti continuano a scambiarsi accuse durissime e sembrano sempre sul punto di riprendere le ostilità. Tuttavia da qualche tempo si registrano segnali interessanti che fanno ipotizzare un compromesso non dichiarato, utile agli interessi delle due parti.