29/9/2017

Colonna del progetto sionista, il sindacato monopolista fondatore dello Stato ha basato la tutela del lavoro ebraico sulla prevaricazione della classe operaia palestinese. Ma dagli anni Ottanta ad oggi mancati diritti, privatizzazioni e discriminazioni etniche e di genere hanno indebolito tutto il mondo del lavoro

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 – Il Manifesto

Roma, 29 settembre 2017, Nena News – Ci sono conflitti che ne nascondono altri, violenze che sottendono abusi diversi. Quelle belliche, ad esempio: cancellano agli occhi esterni i confronti sociali e economici in paesi che da fuori appaiono solidi.

Zeitun

23 ottobre 2017, Al-Shabaka

Sintesi

La sorveglianza sui palestinesi è sempre stata parte integrante del progetto coloniale israeliano. Prima della creazione dello Stato di Israele, squadre del gruppo paramilitare sionista Haganah percorrevano i villaggi e le città palestinesi, raccogliendo informazioni sui residenti. Questo controllo sulle vite dei palestinesi è continuato dopo l’occupazione israeliana delle Alture del Golan, della Striscia di Gaza e della Cisgiordania, inclusa Gerusalemme est, nel 1967. Gli strumenti utilizzati comprendevano registri della popolazione, carte di identificazione, rilevamenti catastali, torri di controllo, incarcerazione e tortura.

14/10/2017

Il libro di Chiara Cruciati e Michele Giorgio ci dà una ricostruzione accurata del contesto e del passato, che è ciò che manca anche ai lettori attenti, ben informati, ma non specialisti, scrive Francesco Ciafaloni di Zeitun.info

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 – Zeitun.info

Roma, 14 ottobre 2017, Nena News – Chi segua le drammatiche vicende del territorio tra il Giordano ed il mare e la tragedia infinita di Gaza, o legga il Manifesto, per cui gli Autori scrivono spesso, non ha bisogno di leggere il sottotitolo e il risvolto per capire che i cinquant’anni sono dopo la guerra israelo-palestinese del 1967. E non fa fatica a condividere la tesi del fallimento della soluzione dei due Stati, a cui non si vede alternativa; e quindi della prosecuzione indefinita dell’occupazione e della violenza sempre più asimmetrica che ne discende.

4/9/2017

Stanziati dal governo 15 milioni di dollari per i lavori infrastrutturali nel nuovo insediamento di Amichai. Il governo Netanyahu, intanto, continua la sua battaglia per la deportazione forzata degli “infiltrati” africani. Morto il 21enne palestinese Raed al-Salhi gravemente ferito lo scorso 9 agosto dall’esercito israeliano

Bulldozer all'azione ad Amichai, giugno 2017. (Foto di Olivier Fitoussi tratta da Haaretz)

Bulldozer all’azione ad Amichai, giugno 2017. (Foto di Olivier Fitoussi tratta da Haaretz)

Roma, 4 settembre 2017, Nena News – Buone notizie per i coloni: ieri il Gabinetto israeliano ha approvato lo stanziamento di 55 milioni di shekel (15,3 milioni di dollari) al ministero degli interni per completare le infrastrutture di Amichai, la nuova colonia cisgiordana destinata ad accogliere i residenti dell’avamposto illegale di Amona evacuati a febbraio per ordine della Corte suprema israeliana.

30/8/2017

Il premier israeliano ha escluso categoricamente la possibilità che il suo governo possa sgomberare anche una sola colonia ebraica in Cisgiordania. Guterres (Onu): non ci sono alternative alla soluzione a Due Stati. Ma anche il segretario generale dell’Onu sa che quella soluzione ormai è impraticabile

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 – Il Manifesto

Gerusalemme, 30 agosto 2017, Nena NewsAntonio Guterres ieri a Ramallah è stato chiaro. Gli insediamenti coloniali israeliani in Cisgiordania sono «un grande ostacolo» alla pace, ha detto il segretario generale dell’Onu al primo ministro dell’Anp Rami Hamdallah. Ha anche rinnovato il sostegno alla creazione di uno Stato palestinese accanto a Israele. «Non vi è alcun piano B – ha sottolineato –  una soluzione con Due Stati, la fine dell’occupazione (israeliana) e la creazione di condizioni per metter fine alle sofferenze dei palestinesi sono l’unica strada per garantire la pace».