14 mar 2015

La sicurezza israeliana ha raccomandato al governo di costruire una nuova barriera al confine con la Giordania. Notizia passata inosservata: il pubblico è impegnato a insultare il movimento palestinese e la nuova campagna #AskHamas.

Gerusalemme, 14 marzo 2015, Nena News – Un altro muro. Secondo la sicurezza israeliana è quello che ci vuole: una nuova barriera da costruire lungo il solo confine che ancora ne è privo, quello con la Giordania. A riportare la notizia è il quotidiano israeliano Haaretz, secondo il quale funzionari della sicurezza hanno presentato al governo una raccomandazione sulla necessità di costruire un muro lungo 30 km a Tilma, vicino Eilat, per proteggere il porto e il nuovo aeroporto.

11 mar 2015

Israeliani alle urne tra una settimana per rinnovare la Knesset. Secondo i sondaggi, si profila un tesa a testa tra il premier uscente e il candidato dell’Unione sionista, che  guadagna consensi e rimescola le carte

Roma, 11 marzo 2015, Nena News – Molti analisti guardano alle elezioni del 17 marzo in Israele come a una sorta di referendum sul premier Benjamin Netanyahu (65 anni), che finirà con un terzo mandato consecutivo per Bibi. Ma quando manca una settimana al voto, l’esito dello scrutinio non sembra più così scontato e a mettere un po’ di pepe in questa campagna elettorale incentrata sulla sicurezza (e sulle paure degli israeliani) è il laborista Isaac Herzog, 54 anni, fondatore con Tzipi Livni della lista di centrosinistra Unione sionista.

09 mar 2015

Protesta molto partecipata a Tel Aviv contro l’attuale leadership, accusata di parlare di minacce esterne e non dei reali problemi del paese. Ma il premier non si scompone e chiude al dialogo con i palestinesi.

Gerusalemme, 9 marzo 2015, Nena News – Per gli organizzatori erano 40mila gli israeliani in piazza sabato scorso per “il cambiamento”: “Bibi, hai fallito. Vattene a casa”, gridavano gli slogan e i cartelli. Dopo due mandati (o quasi) di Benjamin Netanyahu, una parte dell’opinione pubblica chiede di cambiare i vertici del paese. Gli attuali, dicono i manifestanti a Tel Aviv, non sono in grado di affrontare la crisi economica e sociale di Israele, con la testa solo le fantomatiche minacce iraniane e islamiste.