January 18, 2018

Ahmed Jarrar, colpito in un edificio di Jenin, secondo Israele sarebbe il responsabile dell’agguato in cui lo scorso 9 gennaio è rimasto ucciso un colono. Suo padre, Nasr Jarrar, ucciso nel 2002, era un comandante militare di Hamas

polizia

Gerusalemme, 18 gennaio 2018, Nena News – Si chiama Ahmed Jarrar, 22 anni, il palestinese ucciso la scorsa notte in un raid di unità speciale dell’esercito israeliano a Jenin, nel nord della Cisgiordania occupata. Secondo i media israeliani Jarrar, sorpreso assieme ad altri giovani palestinesi in un edificio, sarebbe il responsabile dell’agguato nei pressi di Nablus in cui lo scorso 9 gennaio è rimasto ucciso un colono israeliano, Raziel Shevack.

January 16, 2018


Israeli Education Minister, Naftali Bennett [World Trade Organization/Flickr]

Israeli education minister Naftali Bennett has declared that the “era of the Palestinian state” is over, renewing calls for the annexation of land in the occupied West Bank, reported Arutz Sheva.

Il premier Netanyahu ha trovato il modo per aggirare la sentenza della Corte Suprema che vieta le espulsioni degli africani richiedenti asilo senza il consenso dei Paesi di destinazione. La stampa scrive che ha convinto Ruanda e Uganda ad accoglierli in cambio di aiuti economici  

Tel Aviv Manifestazione di richiedenti asilo

Tel Aviv Manifestazione di richiedenti asilo

 – Il Manifesto

Tel Aviv, 26 ottobre 2017, Nena News – «Israele agli israeliani, la città ai suoi abitanti». Sheffi Paz, leader del “Fronte di liberazione del sud di Tel Aviv” dalla presenza degli africani richiedendi asilo, ad ogni manifestazione di protesta urla questo slogan dentro il suo megafono.

January 12, 2018

Israele giustifica la nuova ondata espansionistica con l’uccisione del colono Shevah. Ma la posizione delle unità abitative che nasceranno mostra l’intenzione di impedire uno Stato palestinese

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Roma, 12 gennaio 2018, Nena News – Un’altra notte di scontri nella città di Nablus, ancora sotto la pressione dell’esercito israeliano alla caccia dei responsabili della morte del rabbino colono Raziel Shevah. Ieri notte i palestinesi hanno risposto alle perquisizioni dell’esercito israeliano lanciando pietre, la reazione dei soldati è stata il lancio di gas lacrimogeni e granate stordenti.

La stampa israeliana rende noto il piano votato dal governo Netanyahu domenica: 5mila dollari al Rwanda per ogni richiedente asilo deportato. Così il premier prova a scavalcare la Corte Suprema

Richiedenti asilo africani nel centro di detenzione di Holot, nel deserto del Negev  [Foto: Jim Hollander/EPA]

Richiedenti asilo africani nel centro di detenzione di Holot, nel deserto del Negev [Foto: Jim Hollander/EPA]

Roma, 22 novembre 2017, Nena News – La vita di un migrante africano, di un richiedente asilo, in Israele vale 5mila dollari. Quelli che saranno girati al Rwanda perché accetti i rifugiati presenti oggi in territorio israeliano e minacciati di deportazione. A dare i numeri è l’emittente tv israeliana Canale 10: l’operazione di deportazione comincerà nelle prossime settimane, prevedrà anche un “pocket money” al migrante di 3.500 dollari e – aggiunge il quotidiano Haaretz – dovrebbe escludere donne e bambini.