il Sole 24 ore, 15 marzo 2015

 

“[...] Il mio patriottismo è stato sopravvivere qui, a Gerusalemme. Costruire una casa e trovare un lavoro qui, a Geruslemme, per ognuno dei miei quattro figli maschi. Ora ho anche 12 nipoti. Noi siamo qui, restiamo qui. Esattamente come fece mio padre, tanti e tanti anni fa. Scappammo in Giordania per qualche mese, lasciando la nostra casa di Gerusalemme Ovest, nel quartiere di German Colony. Oggi ci vivono degli israeliani e dopo così tanto tempo hanno diritto anche loro di chiamarla casa.

[...] [R]iattraversammo al contrario il ponte di Allenby sul Giordano per restare qui per sempre, chiunque sia l’occupante israeliano, chiunque sia il mio corrotto leader palestinese. [...] Ho dato una casa e un’occupazione a ognuno dei miei quattro figli maschi come mio padre aveva fatto con i suoi.

Noi siamo palestinesi di Gerusalemme, sopravvissuti nella nostra stessa città”.