27/1/2017

Tel Aviv non si ferma più: il comune annuncia nuove abitazioni nell’insediamento di Gilo. Voci contrastanti sui 221 milioni all’Anp mandati da Obama

Trump parla all'Aipac, marzo 2016. Foto tratta dal sito di Haaretz

Trump parla all’Aipac, marzo 2016. Foto tratta dal sito di Haaretz

Roma, 27 gennaio 2017, Nena News – Un annuncio dietro l’altro: sembra non volersi fermare piùù l’ondata colonizzatrice israeliana, lanciata dall’avvento alla Casa Bianca di Donal Trump. Se dal 1967 ad oggi la costruzione di colonie nei Territori Palestinesi Occupati è continuata senza sosta, andando a mangiare fette importanti di terre soprattutto lungo la Linea Verde ma anche nella Valle del Giordano, gli ultimi giorni sono stati caratterizzati dall’approvazione, una dietro l’altra, di nuovi piani di espansione.

Dopo le 566 abitazioni per coloni a Gerusalemme Est, dopo le 2.500 unità abitative negli insediamenti in Cisgiordania, ieri il vice sindaco di Gerusalemme, Meir Turgeman, ha fatto sapere che le autorità di Tel Aviv hanno dato il via libera alla costruzione di altre 153 case nella colonia di Gilo, tra la Città Santa e Betlemme.

Non solo: ha aggiunto che nei prossimi mesi verrano rilasciati permessi per migliaia di altre unità abitative a Gerusalemme. Si parla di 11mila abitazioni, un numero enorme che andrebbe a sostenere in maniera significativa il processo di spossessamento di terre palestinesi e a ridefinire la famosa bilancia demografica, principale obiettivo fin dall’occupazione di 50 anni fa della Città Santa. Al momento sono 300-350mila i coloni insediati a Gerusalemme Est, un numero pari a quello di palestinesi ancora presenti.

E mentre tutti restano in attesa della nomina del nuovo ambasciatore statunitense in Israele e l’annunciato trasferimento della sede diplomatica da Tel Aviv a Gerusalemme, voci contrastanti si aggirano intorno ai 221 milioni di dollari che il presidente uscente Obama avrebbe inviato all’Autorità Palestinese poche ore prima di lasciare la Casa Bianca.

L’ultimo atto formale di Obama, dicono dall’entourage di Trump, sarebbe stato subito bloccato dal presidente entrante. Mercoledì il Dipartimento di Stato avrebbe cancellato il trasferimento dopo l’ordine esecutivo firmato dal tycoon che, tra l’altro, si allargherebbe anche ai fondi alle agenzie Onu che a loro volta sostengono finanziariamente l’Anp o l’Olp. In particolare Trump starebbe pianificando il taglio del 40% dei fondi che gli Usa versano a organizzazioni internazionali, un colpo durissimo – se confermato – ai budget delle agenize Onu.

Diversa la versione dell’Anp: secondo un consigliere del presidente Abu Mazen alla russa Ria Novosti, i soldi sarebbero già arrivati nei Territori. “Abbiamo già ricevuto l’ultima somma assegnata dall’amministrazione Obama – ha detto Husam Zomlot – Hanno già trasferito il denaro”. Aggiungendo però un altro elemento: la decisione era stata presa da Washington già settimane fa. Nena News