Gerusalemme 2050: una meta turistica high-tech a maggioranza ebraica con una presenza minima di palestinesi. Questa è la visione israeliana della città che viene oggi implementata con tre master plan, due dei quali poco noti. La terza parte dell’analisi di al-Shabaka

003Gerusalemme-La-spianata-delle-moschee

 – Al-Shabaka

Gerusalemme, 17 giugno 2016, Nena News – [Per la seconda parte clicca qui]

Salvare Gerusalemme

Dal 2001 Israele ha chieso almeno 31 istituzioni palestinesi, tra cui l’Orient House, l’ex quartier generale dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, e la Camera di Commercio e dell’Industria. Al governatorato di Gerusalemme e al Ministero degli Affari di Gerusalemme è vietato lavorare a Gerusalemme e sono costretti ad operare in un edificio ad al-Ram, che cade nel nordest di Gerusalemme ma è fuori dai confini municipali imposti da Israele.

Haaretz, Apr 8, 2017

 

For the first time the group was allowed to hold the ceremony just a few hundred meters from the Mount − which is administered by a Muslim religious trust

 


Men conducting a Passover sacrifice near Jerusalem's Temple Mount, April 6, 2017. Emil Salman

It was a reenactment of the Paschal sacrifice, staged by activists seeking to expand the Jewish presence on the Temple Mount and attended by hundreds of right-wing Jewish men, women and children.

Haaretz, March 25, 2017

 

The Meyuhases moved just beyond the Old City walls in 1873. The move by a native-born Jew from the Old City to Silwan was perfectly natural at the time. Rabbi Meyuhas merely wanted to earn a living; he didn’t aim to change the space but rather to become a part of it, as is told in the biography of the family’s eldest son, Yosef Meyuhas.

30 mila coloni, nazionalisti religiosi e militanti di destra hanno attraversato sventolando bandiere i quartieri palestinesi fino al Muro del Pianto con l’intento di affermare la sovranità di Israele imposta con la forza anche sulla Gerusalemme araba dopo il 1967

Jer

  il Manifesto

Gerusalemme, 6 giugno 2016, Nena News – Si chiama in “Rikudegalim”, la danza delle bandiere. È il corteo con migliaia di israeliani che si è svolto ieri alla Porta di Damasco e all’interno della città vecchia di Gerusalemme. Coloni, nazionalisti religiosi e militanti di destra, 30 mila secondo i dati forniti dalla polizia, hanno attraversato cantando, danzando e, più di tutto, sventolando bandiere i quartieri palestinesi fino al Muro del Pianto, con il fermo intento di affermare la sovranità di Israele imposta con la forza su Gerusalemme. È solo una festa popolare per il “Giorno di Gerusalemme” dicono le autorità israeliane. Di fatto è una sfida aperta alle rivendicazioni dei palestinesi che considerano la zona araba della città la capitale del loro futuro Stato.

Haaretz, Nov. 23, 2016

A Palestinian boy sits in the yard of his house, back-dropped by the Israeli housing development, Har Homa, in East Jerusalem, September 2009. Bernat Armangue / AP

An annual comptroller's report on Israeli local authorities issued on Tuesday accuses the Jerusalem Municipality of faulty planning and construction, and discriminating against the largely Palestinian populated side of the city in the the issuing of building permits.