Gerusalemme. E’ quello che affermano i palestinesi per spiegare la campagna contro le pipe ad acqua lanciata dal Comune israeliano che sta mettendo in ginocchio decine di hotel, ristoranti e caffè nella zona araba della città. Le autorità israeliane negano e parlano di azione volta a tutelare la salute pubblica. Intanto resta grave la crisi dello storico teatro palestinese al Hakawati sommerso dai debiti

narghile

 – Il Manifesto

Gerusalemme, 30 dicembre 2015, Nena NewsMisure volte a tutelare la salute o molestie con finalità politiche? Raed Saada se lo domanda da diversi giorni, da quando gli ispettori israeliani del comune di Gerusalemme, gli hanno fatto una multa di 5mila shekel (circa 1.200 euro) perchè il narghilè figura nel menù del ristorante nel giardino coperto del suo albergo, il Jerusalem Hotel, a poche decine di metri dalla Porta di Damasco. «È stato un controllo improvviso, mai avvenuto negli ultimi anni, al mio hotel e in decine di albeghi, ristoranti e caffè della zona araba della città», racconta Saada. «Gli ispettori mi hanno detto che il comune sanzionerà severamente i locali pubblici (palestinesi, ndr) che continueranno a violare il divieto di fumare», prosegue Saada «noi però ci chiediamo perchè, proprio ora, le autorità israeliane abbiano deciso di far rispettare questo divieto. E si accaniscono contro i narghilè che rappresentano una fonte di guadagno sicuro per decine di hotel e caffè nel settore arabo della città».

Samer Abu Eisheh e Hijazi Abu Sbeih hanno ricevuto ordini di deportazione di 5 e 6 mesi fuori dalla Città Santa perché considerati un pericolo da Israele. Ma loro resistono e trovano riparo negli uffici della Croce Rossa. Una sfida ad una politica sistematica da parte di Tel Aviv

Samer Abu Eisheh e Hijazi Abu Sbeih (Fonte: Facebook)

Samer Abu Eisheh e Hijazi Abu Sbeih (Fonte: Facebook)

Roma, 30 dicembre 2015, Nena News – Non se ne vanno. Nemmeno per cinque mesi. È la battaglia in corso a Gerusalemme tra le autorità israeliane e e due giovani palestinesi della Città Santa, oggi riparati negli uffici della Croce Rossa, ultimo tentativo di trovare un asilo all’espulsione: “Non c’è posto sicuro a Gerusalemme, ma la Croce Rossa è l’opzione milgiore”, dicono ad al-Jazeera.

Mondoweiss, August 27, 2015

Mamilla cemetery does not exist anymore. What exists now is a hotel, a school, a parking lot, a public garden, a nightclub and the US consulate. Also a museum to celebrate tolerance.

Nella notte l’esercito è entrato nel campo e ha aperto il fuoco contro due ragazzi sospettati di voler aggredire i soldati. Altri 14 i feriti in Cisgiordania dal fuoco israeliano, 18 gli arrestati.

Ahmad Jahajha, ucciso stanotte a Qalandiya (Fonte: Ma'an News)

Ahmad Jahajha, ucciso stanotte a Qalandiya (Fonte: Ma’an News)

Roma, 16 dicembre 2015, Nena News – Altri due palestinesi sono stati uccisi questa notte dalle forze militari israeliane durante un raid nel campo profughi di Qalandiya, a Ramallah. Centinaia di soldati, secondo testimoni, accompagnati da veicoli militari sono entrati nel campo alle 1 di notte per compiere perquisizioni in case, uffici  e negozi. Le foto riportate da Ma’an News mostrano gli effetti dei raid nelle abitazioni.

Haaretz, Dec. 16, 2015

The Jerusalem building and planning board on Wednesday approved a plan to construct 891 housing units in Gilo, a neighborhood located outside Israel’s June 1967 borders.