January 19, 2018

Il contributo speciale all’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi era stato promesso a metà dicembre. Con dichiarazioni anti-storiche, Washington compie una punizione collettiva

(Foto: Mohammed Talatene, Anadolu Agency/Getty Images)

(Foto: Mohammed Talatene, Anadolu Agency/Getty Images)

Roma, 19 gennaio 2018, Nena News – Dopo il congelamento a tempo indeterminato di 65 milioni di dollari – oltre la metà della prima tranche annuale – gli Stati Uniti hanno ritirato dal tavolo dell’agenzia Onu Unrwa anche 45 milioni in aiuti alimentari che il mese scorso avevano promesso nell’ambito del piano di emergenza per Cisgiordania e Gaza.

La somma era stata annunciata il 15 dicembre in un lettera del Dipartimento di Stato al commissario generale dell’Unrwa, Pierre Krahenbuhl: “Gli Stati Uniti intendono rendere questi fondi disponibili entro l’inizio del 2018 – si legge nella lettera resa pubblica ieri dalla Reuters – Un’altra lettera che conferma la contribuzione sarà inviata entro l’inizio di gennaio 2018”.

Ieri l’ennesima doccia fredda. A cancellare anche questo contributo è stato lo stesso Dipartimento di Stato Usa, negando che tale mossa – come quella precedente di congelamento dei 65 milioni – sia volta a punire i palestinesi ma indicandone la ragione nella necessità di riformare l’agenzia che da quasi 70 anni si occupa di sostenere i rifugiati palestinesi del 1948 con servizi sanitari, scolastici e distribuzione di aiuti alimentari. Di quali riforme ci sia bisogno Washington non lo specifica né spiega perché nel giro di due settimane abbia sentito l’impellente necessità di tagliare fondi indispensabili per amor di riforma.

La portavoce del Dipartimento di Stato Nauert si è arrampicata sugli specchi che la sua amministrazione piazza ovunque e ha detto che quell’impegno non era una garanzia ma una previsione. E che “se non li forniamo ora, non vuol dire che non li forniremo in futuro”. Insomma, si gioca con i diritti di un popolo disperso in campi profughi in tutto il mondo arabo, privandolo anche delle poche risorse che l’Unrwa, in grave deficit, riesce ancora a fornire.

E gli Stati Uniti, dice Nauert, sono stanchi di pagare per gli altri: “Non crediamo di dover essere il capo-donatore di ogni organizzazione nel mondo. Chiediamo agli altri paesi di fare di più”. Per spingerli, hanno pensato bene di tagliare del tutto i fondi, che rappresentano ad oggi il 30% del totale del budget dell’Unrwa. Come ha scritto Trump in un tweet del 2 gennaio, Washington è stanca di dare ai palestinesi milioni di dollari all’anno e non avere in cambio “alcun apprezzamento né rispetto”. Parole non solo anti-storiche, visto il ruolo che da decenni gli Usa giocano nel mantenere prigionieri sia i rifugiati della diaspora che i palestinesi dentro la Palestina storica, ma anche offensive per le condizioni  di oltre 5 milioni di persone, da 70 anni costrette in campi profughi senza diritti, apolidi, privati della propria casa ma che non trovano il tempo di mostrare gratitudine verso la Casa Bianca.

Mercoledì si è fatto avanti il Belgio che ha annunciato la donazione di 19 milioni di euro all’Unrwa in tre anni. La prima, fa sapere il vice primo ministro Alexander De Croo, sarà girato immediatamente “viste le difficoltà finanziarie che l’agenzia sta affrontando”. Nena News

 

nena-news.it/unrwa-gli-usa-cancellano-altri-45-milioni-di-dollari/