Con un blitz nella notte l’esercito israeliano ha messo a tacere la stazione radio di Hebron per ragioni di sicurezza. “Incitava alla violenza”, sostengono gli israeliani, mentre i palestinesi parlano di censura. Ieri il MADA ha denunciato l’impunità di cui godono i militari israeliani quando violano la libertà di stampa e usano la violenza contro i giornalisti

Foto Ma'an

Foto Ma’an

Roma, 3 novembre 2015, Nena News – Al Hurria non trasmette più da stamattina, da quando i soldati israeliani in piena notte hanno fatto irruzione nella redazione della stazione radio di Hebron, in Cisgiordania, e ne hanno interrotto le trasmissioni per ragioni di sicurezza.

Secondo le Forze armate dello Stato ebraico, Al Hurria incitava i palestinesi alla violenza e la chiusura della stazione radio rientrerebbe nella campagna per “prevenire l’incitamento che sta causando violenze nella regione”, cioè nei Territori occupati palestinesi, dove il bilancio dei morti aumenta ogni giorno. Dall’inizio del mese, quando la tensione è aumentata intorno alla Spianta delle moschee e sono iniziate le aggressioni con coltelli, le proteste contro l’occupazione e la dura risposta israeliana, sono stati uccisi settanta palestinesi, di cui 43, secondo l’esercito di Tel Aviv, sarebbero stati coinvolti in aggressioni ai danni di israeliani. Sono invece undici gli israeliani morti in accoltellamenti.

La chiusura di Al Hurria è censura, secondo i palestinesi che hanno denunciato le violazioni israeliane nei confronti dei giornalisti e dei media. Proprio ieri il MADA (Palestinian Center for Development and Media Freedoms) aveva denunciato l’impunità di cui godono i militari israeliani quando violano la libertà di stampa e usano la violenza contro i giornalisti. Le violazioni, dice il MADA, non hanno raggiunto i livelli delle settimane di guerra a Gaza, quando furono uccisi 17 giornalisti palestinesi, ma stanno aumentando e nel solo mese ottobre il Centro ne ha individuate almeno un centinaio.

La chiusura si Al Hurria è una censura giustificata da ragioni di sicurezza. La redazione della radio è stata messa a soqquadro dai militari, le attrezzature sono state rotte o confiscate, gli uffici chiusi e ai giornalisti che ci lavorano è stato detto che la radio non va in onda. Non è la prima volta che accade, Al Hurria è stata chiusa altre due volte in passato: nel 2002 e nel 2008. Nena News

 

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