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Categoria: Cisgiordania

Il 15 enne Mahmoud Badran non era coinvolto nel lancio di pietre sulla strada 443 come era stato detto inizialmente. A sostenerlo è la portavoce militare. L’esercito, intanto, ha demolito la casa di un palestinese responsabile dell’attacco mortale di Giaffa dello scorso marzo

Esercito israeliano

AGGIORNAMENTO ore 15:20 Esercito israeliano: “La vittima e i feriti palestinesi colpiti per errore”. Ap: “E’ un crimine extragiudiziale”

Mahmoud Badran (15 anni, non 20 come si era detto inizialmente) del villaggio di Kafr Qaddum (a est di Qalqilia) è stato ucciso “per errore”. Ad affermarlo è stata in mattinata la portavoce dell’esercito israeliano. In precedenza fonti militari avevano riferito che Badran e altri palestinesi (l’agenzia palestinese Ma’an parla di 4 persone) erano stati raggiunti da colpi di arma da fuoco perché lanciavano pietre sulla strada 443. Intervistata dal portale israeliano The Times of Israel, la portavoce dell’esercito però ha smentito questa versione e ha dichiarato: “dalle prime inchieste, emergerebbe che erano soltanto passanti colpiti per errore durante l’inseguimento”.

Immediata la reazione dell’Autorità palestinese. Il ministro degli esteri palestinese Riyad Malki ha accusato Israele di aver compiuto un “omicido extragiudiziale”. “Questa – ha detto al-Malki – è la reazione di Netanyahu all’adozione dell’Unione Europea dell’iniziativa [di pace] francese”. Il ministro ha esortato le organizzazioni dei diritti umani locali, regionali e internazionali a “documentare velocemente le circostanze di questo crimine odioso” in modo che il caso possa essere discusso nei tribunali internazionali.

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Roma, 21 giugno 2016, Nena News – Le forze armate israeliane hanno ucciso un ventenne palestinese, Mohammed Badran, e ferito altre due persone stanotte nei pressi del villaggio di Beit Ur a ovest di Ramallah (Cisgiordania). Fonti della sicurezza israeliana fanno sapere che i soldati hanno aperto il fuoco contro i tre uomini perché stavano lanciando pietre (anche molotov secondo il portale israeliano Ynet) sull’affollata strada 443. L’esercito ha dichiarato che aprirà una inchiesta per indagare su quanto è avvenuto. Non è chiaro al momento in che condizioni si trovino i due feriti palestinesi. Secondo la stampa locale, il lancio di pietre avrebbe provocato il ferimento di tre israeliani che sarebbero rimasti colpiti dalle schegge di vetro dei parabrezza andati in frantumi a causa dell’attacco. Nella sua versione in arabo l’agenzia di stampa palestinese Ma’an afferma che sono state danneggiate almeno 12 macchine.

Sempre nella serata di ieri le forze armate israeliane sono entrate in azione nel villaggio di Hajjah e hanno demolito la casa del palestinese Bashar Masalha responsabile dell’attacco di Giaffa (Tel Aviv) dello scorso marzo in cui ha perso la vita il cittadino statunitense Taylor Force e sono rimasti feriti 11 israeliani. La successiva uccisione di Masalha per mano di un poliziotto ha scatenato le proteste delle associazioni umanitarie locali e internazionali che accusano le forze di sicurezza di aver compiuto un “omicidio extragiudiziale”. Un filmato amatoriale sembrerebbe dare loro ragione: nel video, infatti, l’aggressore, ormai a terra ferito, viene raggiunto dal colpo mortale di arma da fuoco nonostante non costituisca più alcuna minaccia per l’incolumità dei civili e e dei poliziotti israeliani. Il ministero della giustizia dello stato ebraico ha annunciato di aver aperto una inchiesta per chiarire l’uccisione di Masalha.

Dallo scorso ottobre almeno 209 palestinesi sono stati uccisi dalle forze di sicurezza israeliane in conseguenza di attacchi con coltelli e macchine contro obiettivi israeliani (per lo più militari). In alcuni casi la pericolosità delle vittime è stata messa seriamente in dubbio da ong locali e internazionali che, grazie a video, testimonianze e ricostruzioni, hanno smontato la versione ufficiale e hanno accusato Tel Aviv di compiere “uccisioni extragiudiziali”. Trentadue sono invece le vittime israeliane. A perdere la vita sono stati anche due civili statunitensi, un sudanese e un eritreo. Quest’ultimo era stato scambiato “per errore” per un attentatore palestinese. Nena News