Nella notte le forze armate hanno compiuto un raid nella sede della stazione al-Sanabel, sud della Cisgiordania. Una settimana fa prolungato di 3 mesi l’ordine di detenzione amministrativa del giornalista Omar Nazzal

Il raid notturno alla radio palestinese al-Sanabel (Foto: Ma'an News)

Il raid notturno alla radio palestinese al-Sanabel (Foto: Ma’an News)

Roma, 31 agosto 2016, Nena News – Nella notte l’esercito israeliano ha compiuto un raid nella radio al-Sanabel nella città di Dura, a sud della Cisgiordania: cinque impiegati sono stati arrestati e le strumentazioni confiscate, mentre le autorità israeliane emettevano un ordine di chiusura di tre mesi.

Secondo testimoni, i soldati hanno distrutto l’interno degli uffici e portato via l’equipaggiamento per le trasmissioni. Tra i detenuti c’è il direttore della stazione radio, Ahmad al-Darawish e quattro impiegati (Mohammed al-Sus, Nidal Amro, Muntaser Nassar e Hamed al-Nammura) dopo aver perquisito le loro case.

Arriva anche il commento dell’esercito israeliano: l’operazione, dice il portavoce, è motivata dalle attività di “incitamento alla violenza” da parte dell’emittente. Alla base sta un ordine militare.

Un caso che si aggiunge alle numerose violazioni nei confronti della stampa palestinese. A marzo lo Shin Bet, i servizi segreti interni israeliani, avevano chiuso la stazione tv della Jihad Islamica in Cisgiordania, Falastin al-Youm, con l’accusa di “fare appello” a attacchi terroristici contro Israele e i suoi cittadini”.

Pochi giorni fa era stata l’associazione palestinese per la libertà di stampa Mada a pubblicare un rapporto sugli abusi nei confronti della stampa: nei Territori Occupati sono aumentati, si legge, del 17% nella prima metà del 2016. Abusi sia da parte dell’Autorità Nazionale Palestinese che dell’occupazione israeliana: se i casi totali sono scesi del 12%, da 224 casi nei primi sei mesi del 2015 a 198 nei primi sei mesi del 2016, è aumentato il tasso di violazioni compiute dalle autorità israeliane, 133 in tutto.

Ovvero, calano gli abusi da parte del governo di Ramallah ma crescono quelle di Israele, in un periodo di tensioni e violenze. Tra le violazioni più comuni ci sono arresti di giornalisti, confisca di equipaggiamento, chiusura delle emittenti. Ben 23 i giornalisti arrestati, tra loro Omar Nazzal, reporter di Falastin al-Youm condannato all’inizio di maggio a quattro mesi di detenzione amministrativa (arresto senza processo né accuse ufficiali) dopo essere stato detenuto il 23 aprile mentre viaggiava verso la Giordania.

In arabo: "Il sindacato dei giornalisti palestinesi chiede l'immediato rilascio di Omar Nazzal"

In arabo: “Il sindacato dei giornalisti palestinesi chiede l’immediato rilascio di Omar Nazzal”

Avrebbe dovuto essere rilasciato il 22 agosto, una settimana fa, ma poco prima la corte militare ha prolungato l’ordine di detenzione amministrativa di altri tre mesi. Il 4 agosto Nazzal ha iniziato lo sciopero della fame per protestare contro la pratica cautelare, ricevendo il sostegno dei giornalisti palestinesi e della società civile che ha organizzato numerosi sit-in.

In aumento anche i casi di arresti di utenti di social network, con la generica accusa di istigazione alla violenza: molti giovani palestinesi sono stati fermati e detenuti per aver pubblicato post, video o foto online. Nena News

 

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