Ali Dawabsha aveva un anno e mezzo e viveva a Kfar Douma (Nablus). Hamas: “coloni e soldati israeliani legittimi bersagli della resistenza”. Fatah: “atto codardo, crimine disastroso”. Il premier israeliano Netanyahu condanna l’attacco. Per l’esercito di Tel Aviv è un “atto di terrorismo”. 

La casa data alle fiamme a Kfar Douma

La casa data alle fiamme a Kfar Douma

AGGIORNAMENTI:

ore 15:40 Jihad Islamica: “La risposta palestinese non tarderà”

Il movimento della Jihad Islamica ha organizzato una marcia oggi nel nord della Striscia di Gaza in sostegno della moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme e per protestare contro l’uccisione del neonato palestinese avvenuta stamane nel villaggio di Kafr Douma. Il portavoce del movimento, Davud Shihab, ha detto che il governo israeliano è responsabile della morte del bimbo poiché è un “governo terrorista che sostiene il terrorismo dei coloni dando loro protezione in Cisgiordania”

Vasta operazione militare israeliana contro il campo profughi: due arresti tra membri di Hamas, numerosi feriti, missili contro le abitazioni e una casa demolita.

Gli scontri di ieri notte a Jenin (Fonte: Twitter)

Gli scontri di ieri notte a Jenin (Fonte: Twitter)

Gerusalemme, 1 settembre 2015, Nena News – Una notte di scontri a fuoco e tensioni quella appena trascorsa nel campo profughi di Jenin, nord della Cisgiordania, con le notizie che rimbalzavano sui social network e tra gli attivisti. Una vera e propria battaglia scatenata dal raid compiuto dalle forze militari israeliane: una vasta operazione per l’arresto di un sospetto membro della Jihad Islamica, che ha visto coinvolti 40 tank, fanteria, unità anti-terrorismo, bulldozer e anche qualche elicottero.

18 novembre, 2015

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Questa mattina l’esercito israeliano ha fatto irruzione nel villaggio di Jimba situato nell’area del Massafer Yatta. I soldati hanno costretto gli abitanti ad uscire dalle loro case e le hanno perquisite, rompendo beni di proprietà palestinese.

Haaretz, Nov. 3, 2015

The two Palestinian men who confessed to the shooting deaths of Naama and Eitam Henkin in the West Bank last month carried out the attack to avenge a fatal arson attack on the home of a Palestinian family in July, presumably carried out by Jewish settlers. This, according to suspect statements that were made public Monday.

il Manifesto, 26 settembre 2015

Cisgiordania occupata. Hadil Hashlamoun, 18 anni, uccisa due giorni fa a un posto di blocco israeliano aveva davvero tentato di accoltellare un soldato o il militare ha aperto il fuoco su una persona che non rappresentava una minaccia reale

Qualche attimo prima dell'uccisione di Hadil Hashlamoun

La 18enne pale­sti­nese Hadil Hashla­moun, uccisa due giorni fa ad un posto di blocco israe­liano tra le zone H1 e H2 di Hebron, aveva dav­vero ten­tato di accol­tel­lare un sol­dato o il mili­tare ha aperto il fuoco su una per­sona che non rap­pre­sen­tava una minac­cia reale? L’interrogativo, sorto subito dopo il dif­fon­dersi della noti­zia, si è fatto ancora più pres­sante quando in rete sono comin­ciate a cir­co­lare foto e un video che non mostrano la ragazza in atteg­gia­menti aggres­sivi. Un por­ta­voce dell’esercito ha spie­gato che ad Hashla­moun è stato ordi­nato di fer­marsi dopo che aveva pas­sato il metal detec­tor. La ragazza invece di ral­len­tare è andata avanti e ad un certo punto ha tirato fuori un col­tello minac­ciando un mili­tare. I sol­dati pre­senti hanno spa­rato prima alle gambe e ai piedi per impe­dirle di avan­zare e quando la gio­vane ha con­ti­nuato a diri­gersi verso di loro le hanno spa­rato all’addome. Alcuni testi­moni par­lano invece di una “rea­zione ecces­siva” a una minac­cia per­ce­pita ma non vera e che, in ogni caso, non c’era biso­gno di ucci­dere Hashlamoun.