L’uomo è morto ieri in casa sua durante un blitz dei militari israeliani. È il 17esimo palestinese ucciso dall’inizio dell’anno, il terzo a luglio

Beit Ummar, Hebron. il 23 luglio 2015 -  © MaanImages/Mohammad Ayyad Awad

Beit Ummar, Hebron. il 23 luglio 2015 – © MaanImages/Mohammad Ayyad Awad

Roma, 24 luglio 2015, Nena News – Sono almeno otto i palestinesi rimasti feriti durante la celebrazione del funerale di Falah Abu Maria, il 53enne rimasto ucciso durante un blitz dei soldati israeliani in casa sua ieri all’alba.

Il 17enne Mohammed Hani Al-Ksabah è morto in seguito alle ferite d’arma da fuoco. L’esercito israeliano parla di legittima difesa. Ieri a Gerusalemme Est in centinaia hanno ricordato il ragazzo bruciato vivo l’anno scorso da tre coloni israeliani

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Roma, 3 luglio 2015, Nena News – Un ragazzo palestinese è morto stamattina nel villaggio di Al-Ram, in Cisgiordania, ucciso da un soldato israeliano che ha aperto il fuoco contro un gruppo di persone che lanciavano sassi sulla jeep del comandante della Brigata ‘Benyamin’ Israel.

 

 

 

 

Nonostante lo stesso premier Netanyahu avesse bloccato l’espansione di Givat Eitam, Jewish National Fund e Amministrazione Civile hanno proseguito nella confisca di terre palestinesi e nella costruzione di case per coloni.

 

Efrat Eitam

 

Betlemme, 15 luglio 2015, Nena News – Con gli occhi del mondo puntati sull’Iran e con le orecchie confuse dalle grida del governo israeliano terrorizzato dall’accordo tra 5+1 e Teheran, le autorità di Tel Aviv ne approfittano per proseguire nelle attività quotidiane nei Territori Occupati.

Attivisti e centri per i diritti umani lanciano l’allarme sulla sorte del villaggio palestinese dal 1986 bersaglio delle politiche di trasferimento forzato della popolazione.

Il villaggio di Susiya, dietro una colonia israeliana (Foto: Chiara Cruciati)

Il villaggio di Susiya, dietro una colonia israeliana (Foto: Chiara Cruciati)

Susiya (Cisgiordania), 16 luglio 2015, Nena NewsDomenica scorsa una delegazione di 50 abitanti del villaggio di Khirbet Susiya (a sud di Hebron) ha incontrato alti funzionari del COGAT, dell’Amministrazione Civile e dell’esercito. I funzionari hanno dichiarato che le pressioni dell’organizzazione “Regavim” e dei coloni insediati nella loro zona hanno portato alla decisione di distruggere il villaggio al più presto, anche prima dell’udienza dell’Alta Corte  di Giustizia chiamata il mese prossimo ad esaminare il ricorso contro la demolizione. Lo riferiscono con allarme i centri Betselem e Rabbini per i Diritti Umani.

 

L’esercito israeliano chiude gli occhi mentre i coloni annettono terre private per espandere gli insediamenti per tenerli di riserva o per coltivarli.

5 luglio 2015

Haaretz

An Israeli flag is seen in front of the West Bank Jewish settlement of Maaleh Adumim

Secondo un’inchiesta di Haaretz, la maggior parte degli insediamenti che hanno annesso terre di proprietà privata palestinese per creare zone cuscinetto di sicurezza hanno nei fatti usato la terra per altri scopi, mentre l’Amministrazione Civile chiude un occhio.