Reuters, Mar. 15, 2016

Israel has appropriated large tracts of land in the occupied West Bank near the Dead Sea and the Palestinian city of Jericho, Israeli Army Radio said on Tuesday.

RFI, 20.01.2016

Les autorités israéliennes ont annoncé mercredi 20 janvier la plus grande confiscation de terres en Cisjordanie depuis l'été 2014. Près de 150 hectares de terrains en Cisjordanie seront déclarés « terrains d'Etat israélien ». [...] Ces terres agricoles dans la vallée du Jourdain sont très convoitées par les colons israéliens. Cette décision pourrait attiser encore un peu plus les tensions entre la communauté internationale et le gouvernement israélien.

Zeitun

acqua ai palestinesi

Haaretz

 – 2 luglio 2016

Israele sta chiedendo il rinnovo del Comitato Congiunto per l’Acqua, ma i palestinesi hanno sperimentato che la commissione si limita a rafforzare le colonie e a perpetuare il controllo israeliano sulle risorse idriche

“Convocare il Comitato Congiunto per l’Acqua.” Questo è il mantra israeliano tirato fuori in risposta alle vicende relative alla scarsità d’acqua in Cisgiordania. Da quando i palestinesi hanno iniziato a boicottare per parecchi anni il lavoro del Comitato, si continua a sostenere che non si è potuto ammodernare e riparare le infrastrutture idriche.

Al Jazeera, 23 June 2016

Salfit, occupied West Bank - Salfit sits atop an underground wealth of water, but the city's residents are forbidden from accessing it - and they are now in crisis, as Israel's national water company, Mekorot, has reduced water supply to the northern West Bank.

Dall’inizio dell’anno, le forze armate israeliane hanno demolito o danneggiato 323 case e altre strutture edilizie in Cisgiordania, lasciando in strada 440 palestinesi, molti dei quali bambini. Intanto Amnesty International lancia appello a favore di Mohammad Abu Sakha, il clown della scuola del circo palestinese, detenuto senza processo

Demolizione di una casa palestinese

Demolizione di una casa palestinese

 – il Manifesto

Gerusalemme, 7 marzo 2016, Nena News – Abu Imad sottolinea che i bulldozer dell’esercito israeliano sono di casa a Khirbet Tana. «Sono venuti tante altre volte a buttarci giù le abitazioni. Questa volta però non hanno risparmiato neppure la scuola e quella più vicina ora è a 10 km di distanza» racconta Abu Imad, uno degli anziani di questo piccolo villaggio agricolo a est di Nablus, in Cisgiordania, dove vivono circa 250 palestinesi. «Vogliono costringerci ad andare via», aggiunge «(gli israeliani) dicono che le nostre case sono illegali. Noi non ci muoviamo, la nostra vita è qui nella nostra terra, nei nostri campi e con le nostre pecore». A inizio settimana le autorità israeliane hanno fatto abbattere 41 strutture abitative, bagni, cucine e altro a Khirbet Tana, lasciando senza un tetto 36 persone tra le quali 11 bambini. Per la scuola è stata la seconda demolizione dopo quella del 2011. La “colpa” di Khirbet Tana è quella di trovarsi a ridosso di una “firing zone”, una zona per l’addestramento delle truppe , e nell’Area C (il 60% della Cisgiordania che resta sotto il pieno controllo di Israele). Qui per un palestinese è quasi impossibile ottenere un permesso edilizio, anche un muretto di mezzo metro non autorizzato viene inesorabilmente ridotto in polvere dalle ruspe israeliane. Sono 38 le comunità palestinesi situate dentro queste “firing zone” che coprono il 18% della Cisgiordania.