Le prime tre lettere dell’alfabeto, A, B e C, sono diventate il marchio dell’occupazione e della strisciante colonizzazione della Palestina da parte di Israele. Le linee che delimitano queste aree sono state tracciate negli accordi di Oslo II firmati a Taba nel 1995. Dividono la Cisgiordania in tre zone, con Israele e la Palestina che beneficiano di differenti livelli di diritti amministrativi e relativi alla sicurezza in ognuna di queste.

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 -Middle East Monitor

(traduzione di Amedeo Rossi)

Le prime tre lettere dell’alfabeto, A, B e C, sono diventate il marchio dell’occupazione e della strisciante colonizzazione della Palestina da parte di Israele. Le linee che delimitano queste aree sono state tracciate negli accordi di Oslo II firmati a Taba nel 1995. Dividono la Cisgiordania in tre zone, con Israele e la Palestina che beneficiano di differenti livelli di diritti amministrativi e relativi alla sicurezza in ognuna di queste. L’area che copre tutte le città della Cisgiordania e la maggior parte della popolazione palestinese è stata etichettata come A, con l’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) che gode del controllo “integrale”, sia amministrativo che per quanto riguarda la sicurezza. L’area B include vaste zone rurali con l’ANP che ha diritto solo al controllo amministrativo. Il rimanente 60% è stato denominato area C e ricade sotto il totale controllo israeliano, tranne per quello che riguarda i servizi educativi e quelli medici. Significativamente, Israele controlla tutte le questioni relative alla terra, comprese l’assegnazione e le pratiche per la costruzione sia di strutture private che di infrastrutture.

Nella sola giornata di ieri i bulldozer dello stato ebraico hanno lasciato senza casa 124 persone (805 da inizio anno). Secondo il “The Times of Israel”, intanto, Tel Aviv e Ramallah starebbero discutendo la fine dei blitz militari israeliani nelle città cisgiordane

Demolizioni
della redazione

Roma, 9 aprile 2016, Nena News – Ancora una volta i bulldozer israeliani sono tornati all’azione in Cisgiordania: nella sola giornata di ieri, diverse demolizioni hanno lasciato senza casa 124 palestinesi (60 di questi sono bambini). A rivelare la notizia è l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (Unocha). Sono nove le comunità palestinesi colpite, tutte situate in area C (il 60% della Cisgiordania sotto il pieno controllo israeliano). A pagare il prezzo più alto è stato di nuovo il villaggio di Khirbet Tana che ha subito la quarta operazione di demolizione dall’inizio dell’anno: qui 34 strutture sono state rase al suolo, 69 le persone che sono state costrette ad evacuare l’area. In un nota, l’Unocha ha denunciato: “le abitazioni abbatute erano state fornite dai paesi donatori in sostituzione di quelle precedentemente demolite [da Tel Aviv]”.

Haaretz, Apr. 9, 2016

 

Locals had precious little time in which to enjoy the cool water of the pool that was the size of an enlarged bathtub, like a mikveh (ritual bath), fed by pure, natural spring water. But purity is the last word that comes to mind after what happened here.

La Compagnia israeliana per l’energia elettrica taglia parzialmente le forniture alle città della Cisgiordania di fronte al debito da 400 milioni di euro accumulato dall’Anp. I palestinesi: «è una punizione collettiva per l’Intifada»

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 – Il Manifesto

Gerusalemme, 6 aprile 2016, Nena News – Abu Mazen da qualche giorno non manca occasione, specialmente sui media israeliani, per ribadire il suo appoggio alla cooperazione di sicurezza con Israele –  chiede a Tel Aviv un maggiore spazio di manovra per condurre le operazioni nelle aree sotto il controllo (teorico) dell’Anp – e di confermare che l’intelligence ai suoi ordini sta facendo il possibile per fermare l’Intifada di Gerusalemme cominciata lo scorso ottobre (gli uomini dell’Anp concentrano controlli e perquisizioni nelle scuole). Invece il presidente palestinese non ha aperto bocca, almeno fino a ieri sera, sulla decisione della Compagnia israeliana della corrente elettrica, presa con ogni probabilità con il consenso del governo Netanyahu, di tagliare in parte la fornitura di elettricità alle città della Cisgiordania.

Le immagini amatoriali mostrano il militare che apre il fuoco contro il palestinese, a terra moribondo, che assieme ad un altro giovane pochi istanti prima aveva ferito un soldato

foto Maan

foto Maan

Hebron (Cisgiordania), 24 marzo 2016, Nena NewsDue palestinesi sono stati uccisi dalle forze militari israeliane questa mattina a Hebron dopo aver pugnalato e ferito un soldato nella zona di Tel Rumeida, secondo quanto riferito da un portavoce dell’esercito israeliano.