Jadaliyya

13/12/2016

Today, the US and the Gulf regimes are insisting that only one side of the story is allowed. Indeed, there is only one side to the story according to them. Western human rights organizations are assisting this effort, and Syrian-sounding names (or organizations and political shops) are funded and supported by Gulf regimes, the United States, or European countries to pretend that there exists neutral and objective Syrian monitoring groups that can tell the story of the Syrian war without bias and without obfuscation. In recent decades, the United States has become adept at camouflaging its lies and propaganda by recycling its distorted view of the world through local NGOs and various bodies that it creates, funds, and then pretends to rely on for information

Zeitun

Una foto presa dalle annesse Alture del Golan il 10 settembre 2016 mostra del fumo che s'innalza dal villaggio siriano . Jubata al-Khashab. Gli aerei israeliani hanno colpito le posizioni dell'esercito siriano il 10 di settembre dopo che dal devastato vicino Siria un proiettile ha colpito la zona delle alture del Golan occupate da Israele; secondo quanto detto dai militari israeliani in un comunicato dell'esercito  l'incursione ha preso di mira le posizioni dell'artiglieria del regime siriano in risposta a “un proiettile” che ha colpito la parte settentrionale del Golan, non causando  feriti e neanche danni. /AFP foto /Jalaa MareyUna foto presa dalle annesse Alture del Golan il 10 settembre 2016 mostra del fumo che s'innalza dal villaggio siriano Jubata al-Khashab. Gli aerei israeliani hanno colpito le posizioni dell'esercito siriano il 10 di settembre dopo che dal devastato vicino Siria un proiettile ha colpito la zona delle alture del Golan occupate da Israele; secondo quanto detto dai militari israeliani in un comunicato dell'esercito l'incursione ha preso di mira le posizioni dell'artiglieria del regime siriano in risposta a “un proiettile” che ha colpito la parte settentrionale del Golan, non causando feriti e neanche danni. /AFP foto /Jalaa Marey

Middle East Eye

20 settembre 2016

La Siria ha dato l’annuncio di un cambio di politica quando ha lanciato delle rappresaglie contro l’esercito israeliano nel Golan la settimana scorsa ?

13/9/2016

Il parlamentare, membro del governo Netanyahu, attacca duramente Liberman (“i jihadisti avanzano grazie alla copertura del ministro della difesa”) e invita Tel Aviv a proteggere la comunità drusa di Khader in Siria. Tensione al confine: raid israeliani su postazioni dell’esercito siriano. Damasco: “Abbiamo abbattuto un loro jet e un drone”. Lo stato ebraico nega

Scontri sul Golan, febbraio 2014. Foto tratta dal sito della Cnn

Scontri sul Golan, febbraio 2014. Foto tratta dal sito della Cnn

Roma, 13 settembre 2016, Nena News – L’accusa è gravissima: l’esercito israeliano starebbe aiutando il Fronte an-Nusra, il ramo siriano di al-Qa’eda. A sostenerlo è il parlamentare druso Akram Hasson (Kulenu), membro del governo Netanyahu. Intervistato ieri dal canale 2 della televisione israeliana, Hasson ha detto che lo stato ebraico è direttamente responsabile per quanto sta accadendo alla popolazione drusa sul lato siriano delle Alture del Golan. “L’Idf [acronimo per esercito di difesa israeliano, ndr] sta bombardando le postazioni dei militari siriani permettendo così al Fronte an-Nusra [rinominato recentemente “Fronte della conquista del Levante”, ndr] di conquistare il territorio druso – ha denunciato il parlamentare prima di rincarare la dose – è noto che il nostro esercito sta agendo con loro. In passato ci hanno detto che an-Nusra si coordina con l’Idf. Non lo sappiamo? Cosa? Non siamo mica nati ieri?”

Haaretz, Feb. 21, 2016

 

In fact, the war in Syria has largely served Israel’s interests. The ongoing fighting has worn down the Syrian army to a shadow of its former capabilities. Almost all of President Bashar Assad’s huge store of chemical weapons has been dismantled following an American-Russian arrangement forced on the Syrian dictator in the summer of 2013.

14/9/2016

Il cessate il fuoco frutto dell’accordo tra Usa e Russia è stato violato ad Aleppo dai miliziani ribelli. Damasco riferisce dell’abbattimento di due velivoli israeliani che erano entrati nel suo spazio aereo. Tel Aviv smentisce

Soldati siriani alla periferia di Aleppo (foto Reuters)

Soldati siriani alla periferia di Aleppo (foto Reuters)

 – Il Manifesto

Roma, 14 settembre 2016, Nena News - È fragile la tregua cominciata lunedì sera in Siria ma l’accordo per la cessazione delle ostilità, raggiunto la scorsa settimana da Stati Uniti e Russia, ieri ha sostanzialmente tenuto. E in non poche delle località coinvolte nei combattimenti o vicine alle aree di maggior conflitto, la popolazione ha provato, con molta cautela, a riprendere qualche attività quotidiana. Più di tutto ha cercato di rifornirsi di generi alimentari di prima necessità e di farmaci.