A rivelare la notizia è stato il canale 2 israeliano. Pochi giorni fa il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva ammesso per la prima volta che lo stato ebraico opera “di tanto in tanto” in Siria

Un aereo da guerra israeliano. (Foto : Google Commons)

Un aereo da guerra israeliano. (Foto : Google Commons)

Roma, 4 dicembre 2015, Nena News – Ancora una volta i caccia israeliani sono tornati in azione in Siria. Citando report stranieri, il canale 2 israeliano ha detto che i jet di Tel Aviv hanno compiuto alcuni raid ieri in tarda notte vicino a Damasco. Target dei bombardamenti, afferma la rete televisiva, sarebbe stato un convoglio di 4 camion che trasportavano missili e che erano appena usciti da una base militare. L’aviazione israeliana avrebbe colpito anche una fornitura di gas causando una grossa esplosione. Non è ancora chiaro quali e quanti siano stati i danni provocati dal presunto bombardamento di ieri. I media israeliani, tuttavia, escludono che vi siano state delle vittime. Damasco non ha finora commentato la notizia.

War in Context, 1/12/2015

 

Reuters reports: Recent attacks with chlorine and mustard gas on the battlefield in Syria show that the use chemical weapons in the civil war is becoming routine, a U.S. official said on Monday.

Jews for Justice for Palestinians, December 4th, 2015

Israel buys most oil smuggled from ISIS territory – report

Israel has become the main buyer for oil from ISIS controlled territory, reports “al-Araby al-Jadeed.”

By Globes correspondent
November 30,2015

Kurdish and Turkish smugglers are transporting oil from ISIS controlled territory in Syria and Iraq and selling it to Israel, according to several reports in the Arab and Russian media. An estimated 20,000-40,000 barrels of oil are produced daily in ISIS controlled territory generating $1-1.5 million daily profit for the terrorist organization.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu vola dal presidente russo Vladimir Putin accompagnato da funzionari militari ufficialmente per esprimere i suoi timori sul rifornimento di armi a Hezbollah. Ufficiosamente, però, vuole evitare lo scontro fisico con Mosca sul suolo siriano. E Damasco gongola

Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu durante un incontro nel 2012 (Foto: Kobi Gideon/GPO/Flash90)

Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu durante un incontro nel 2012 (Foto: Kobi Gideon/GPO/Flash90)

Roma, 21 settembre 2015, Nena News - La Russia aumenta la sua presenza a Damasco, ufficialmente “per contrastare l’Isis” e Israele corre a Mosca a incontrare Putin, mentre la strategia Usa di addestrare e finanziare una parte dei ribelli anti-Assad crolla clamorosamente sotto il peso della realtà del conflitto. Rischia di diventare un campo di battaglia ancora più sanguinoso, la Siria, perché a combattersi questa volta potrebbero essere due grandi potenze in persona: da una parte la Russia, alleata di Assad; dall’altra Israele, il cui obiettivo primario è quello di eliminare Hezbollah, che è al fianco del presidente siriano.