12 maggio 2017

Coordinamento a Sostegno dei Prigionieri  Politici Palestinesi  in Sciopero della Fame

 

Comunicato stampa

 

Lo sciopero della fame del prigionieri politici palestinesi, iniziato il 17 aprile per richiedere il rispetto dei più elementari diritti  il cui rispetto  la IV Convenzione di Ginevra impone alle “potenze occupanti”, è giunto al 25.mo giorno senza che il Governo Israeliano abbia preso in considerazione le richieste di chi sta compromettendo la propria salute,  con rischio a lungo andare della vita, per rivendicare <dignità e giustizia>.

Lettera aperta a:

Sergio Mattarella Presidente della Repubblica Italiana

Paolo Gentiloni Presidente del Consiglio dei Ministri

Pietro Grasso Presidente del Senato

Laura Boldrini Presidente della Camera

In occasione del 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma, con un appello chiamato “LA NOSTRA EUROPA”, abbiamo dato vita ad una ampia coalizione di associazioni, sindacati, movimenti, che è stata protagonista del corteo che, Sabato 25 marzo da Piazza Vittorio, ha sfilato in modo pacifico e nonviolento per le strade di Roma, raggiungendo il Colosseo ed incontrandosi con la Marcia per l’Europa, promossa dal Movimento Federalista. Ci siamo definiti “Europeisti radicali” per la comune idea di un’Europa unita, democratica e solidale.

 

                                                                                                                                                                                                                                             

                                                                                      Dr.ssa Paola BASILONE

                                                                                      a mezzo fax  06 69797399

 

       Signora Prefetto,

con la presente, riteniamo  doveroso portare la S.V. a conoscenza di quanto segue:

come ella probabilmente già saprà, il 28 febbraio u.s. è stato impedito ad Ann Wright, personalità straniera di notorietà internazionale appositamente venuta  nella nostra Città, di tenere la prevista sua conferenza nella sala della Piccola Protomoteca al Campidoglio; il successivo 14 marzo sono state  impedite la proiezione del film "The Wanted 18" e la rappresentazione dello spettacolo teatrale "Mi chiamo Rachel Corrie", intitolato alla pacifista statunitense uccisa schiacciata da un bulldozer condotto da un militare israeliano a Rafah il 16 marzo del 2003 mentre tentava di frapporre il suo corpo alla manovra distruttiva in corso della casa di una famiglia palestinese: questi spettacoli si sarebbero dovuti tenere al Cinema Aquila; il 15 marzo è stata cancellata la programmazione, sempre al Cinema Aquila,   dei film "This Is My Land… Hebron" e "The Salt of This Sea" ed impedita  al Palladium quella del film "3,000 Nights". Sia la conferenza che gli spettacoli avevano attinenza con la "questione palestinese" ed erano stati programmati a tempo debito in spazi gestiti da istituzioni pubbliche, quali Comune, Municipi, Università: ciononostante, all'ultimo momento   è venuta meno la disponibilità di ognuno di questi spazi.

COMUNICATO STAMPA

Che 1500 persone decidano ed attuino tutte insieme uno sciopero della fame ad oltranza dovrebbe essere  una “notizia”. Ma si tratta di Palestinesi. Per di più prigionieri politici e, ancora peggio, ristretti nelle carceri israeliane. Essi chiedano solo “Libertà e Dignità” ed un  trattamento umano, come prescritto dal Diritto Internazionale, ma la notizia non c’è sui grandi mezzi di informazione, anzi non è mai comparsa, sebbene lo sciopero sia iniziato il 17 aprile, giornata internazionale dei prigionieri. Non se ne parla e non se ne scrive sicché l’opinione pubblica ne è all’oscuro.

Gerusalemme, 29 marzo 2017

Signor rettore,

 

sono Michel Warschawski, giornalista ebreo-israeliano di Gerusalemme. Il 23 marzo ero invitato come relatore a un dibattito all’interno dell’università la Sapienza; uno degli eventi organizzati intorno al sessantesimo anniversario dalla firma dei Trattati di Roma.