The New York Review of Books, 11 December 2017

Hazem Bader/AFP/Getty ImagesA Palestinian woman looking at the remains of her home after it was demolished by Israeli bulldozers, near Hebron, the West Bank, March 6, 2017

Prime Minister Benjamin Netanyahu and his ministers think they can now get away with a campaign of slow ethnic cleansing.

Il  Movimento di Donne Democratiche in Israele, che rappresenta migliaia di donne ebree ed arabe, esprime il proprio disappunto e rifiuto del riconoscimento annunciato dal presidente Trump di Gerusalemme come capitale di Israele. La decisione del presidente Trump è in contrasto con tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite contro l’occupazione israeliana dei territori palestinesi, compresa Gerusalemme Est. Noi siamo preoccupate che questo annuncio porti ad una rinnovata esplosione di violenze.

Il premier Netanyahu ha trovato il modo per aggirare la sentenza della Corte Suprema che vieta le espulsioni degli africani richiedenti asilo senza il consenso dei Paesi di destinazione. La stampa scrive che ha convinto Ruanda e Uganda ad accoglierli in cambio di aiuti economici  

Tel Aviv Manifestazione di richiedenti asilo

Tel Aviv Manifestazione di richiedenti asilo

 – Il Manifesto

Tel Aviv, 26 ottobre 2017, Nena News – «Israele agli israeliani, la città ai suoi abitanti». Sheffi Paz, leader del “Fronte di liberazione del sud di Tel Aviv” dalla presenza degli africani richiedendi asilo, ad ogni manifestazione di protesta urla questo slogan dentro il suo megafono.

Il giornalismo italiano nella questione israelo-palestinese. Recensione di Angelo Stefanini del libro “Il Muro della Hasbara” (Zambon editore) di Amedeo Rossi, con prefazione di Moni Ovadia. “Per una democrazia” sostiene Noam Chomsky, “la propaganda è quello che è il randello per uno Stato totalitario”

Randello

Roma, 14 dicembre 2017, Nena News“Chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il passato”.  È lo slogan che sintetizza perfettamente il meccanismo psicologico di controllo della realtà che nella neo-lingua coniata da George Orwell viene chiamato “bi-pensiero”. Nel mondo distopico descritto nel romanzo 1984, il Partito del Grande Fratello può contare su di una popolazione ciecamente fiduciosa nei dettami del Partito grazie al suo totale controllo sul passato. Tale controllo è talmente assoluto da potere dichiarare che un determinato avvenimento non sia mai successo: nel momento in cui tutti i documenti circolanti riportano la medesima storia imposta dal Partito, allora “la menzogna diventa verità e passa alla storia”.

La stampa israeliana rende noto il piano votato dal governo Netanyahu domenica: 5mila dollari al Rwanda per ogni richiedente asilo deportato. Così il premier prova a scavalcare la Corte Suprema

Richiedenti asilo africani nel centro di detenzione di Holot, nel deserto del Negev  [Foto: Jim Hollander/EPA]

Richiedenti asilo africani nel centro di detenzione di Holot, nel deserto del Negev [Foto: Jim Hollander/EPA]

Roma, 22 novembre 2017, Nena News – La vita di un migrante africano, di un richiedente asilo, in Israele vale 5mila dollari. Quelli che saranno girati al Rwanda perché accetti i rifugiati presenti oggi in territorio israeliano e minacciati di deportazione. A dare i numeri è l’emittente tv israeliana Canale 10: l’operazione di deportazione comincerà nelle prossime settimane, prevedrà anche un “pocket money” al migrante di 3.500 dollari e – aggiunge il quotidiano Haaretz – dovrebbe escludere donne e bambini.